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Cronache
Bossetti, consulente della difesa: "Yara non fu uccisa nel campo di Chignolo"

Yara Gambirasio non è stata uccisa nel campo di Chignolo d'Isola dove il corpo è stato rinvenuto il 26 febbraio 2011. E ancora: a infierire sul suo corpo è stata più di una persona. E' questo il nuovo scenario sulla morte della 13enne di Brembate di Sopra che è stato realizzato dal criminologo investigativo Ezio Denti che fa parte del pool difensivo di Massimo Giuseppe Bossetti in carcere a Bergamo dal 16 giugno scorso per l'omicidio della giovane ginnasta.

Per Denti sono "molti e forti gli elementi di cui ancora non si è avuto riscontro", dagli atti, "oltre al Dna, non ci sono evidenze tali da avvalorarne la responsabilità, mentre sussistono numerosi elementi non ancora presi in seria considerazione". In primis, l'omicidio si sarebbe consumato in un luogo diverso da quello del ritrovamento. "Come avrebbe potuto da solo rapirla, spogliarla, aggredirla, rivestirla, occultarne il corpo per poi andarlo a riprendere, trasportarlo e abbandonarlo in un luogo così accessibile e aperto? Non ci sarebbe nemmeno la corrispondenza temporale", si chiede il criminologo.

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