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Braccianti bruciati vivi in Calabria, fermati due connazionali: le telecamere riprendono l’orrore

La Procura di Castrovillari ha disposto il fermo di due cittadini pachistani dopo il lungo interrogatorio in Questura

Braccianti bruciati vivi in Calabria, fermati due connazionali: le telecamere riprendono l’orrore
incendio

Svolta nell’inchiesta sui quattro braccianti pachistani trovati carbonizzati dentro un minivan ad Amendolara, nel Cosentino. Due connazionali delle vittime sono stati fermati dopo un lungo interrogatorio in Questura. Le immagini del distributore avrebbero ripreso le fasi del rogo e il blocco delle portiere dall’esterno.

Nel minivan ci sarebbero state sette persone, gli investigatori cercano anche un superstite ustionato

Due cittadini pachistani sono stati fermati per l’omicidio dei quattro braccianti agricoli trovati carbonizzati ieri mattina dentro un minivan ad Amendolara, nel Cosentino. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Castrovillari al termine di un lungo interrogatorio nella Questura di Cosenza.

I due fermati, connazionali delle vittime, erano stati bloccati nella serata di ieri a Villapiana e poi portati in Questura. L’accusa è di omicidio plurimo e omicidio pluriaggravato. Gli investigatori della Squadra mobile sarebbero arrivati a loro grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza del distributore di carburante dove è avvenuto il delitto.

I quattro cadaveri erano stati trovati nella tarda mattinata di ieri nel piazzale di una stazione di servizio lungo la statale 106. Secondo quanto emerso, nel minivan ci sarebbero state presumibilmente sette persone, comprese le quattro vittime. Una persona sarebbe stata raggiunta dalle fiamme, ma sarebbe riuscita a scappare nonostante le ustioni. Gli investigatori hanno avviato le ricerche anche del superstite.

Dalle immagini della videosorveglianza, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si vedrebbero due persone avvicinarsi al mezzo. I quattro braccianti sarebbero stati bruciati vivi. Due soggetti avrebbero bloccato le portiere dall’esterno, prima uno e poi l’altro, facendo forza con le braccia. Dal portellone posteriore sarebbe stato poi lanciato liquido infiammabile.

Subito dopo si vedrebbe una fiammata e la fuga dei due. La dinamica sarebbe confermata anche da alcuni elementi trovati sulla scena del crimine. Le pompe di benzina sono state rinvenute a terra. Per gli investigatori, i due avrebbero usato il carburante per incendiare il minivan con dentro i quattro braccianti pachistani.

Le indagini proseguono per ricostruire tutti i passaggi dell’aggressione e trovare riscontri agli elementi raccolti nelle ultime ore. Gli inquirenti stanno lavorando sulle immagini delle telecamere, sui movimenti dei fermati e sulla posizione delle persone che si trovavano nel mezzo prima del rogo.

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