L’auto del sindaco di Brindisi, Cosimo Consales (alla guida di una coalizione di centrosinistra), e’ stata data alle fiamme ieri sera intorno alle 23.30, nel rione Bozzano. La Ford Kuga bianca era parcheggiata in viale Belgio, nei pressi di un supermercato. Le fiamme hanno danneggiato anche altre due vetture, una Fiat 500 e un’Opel Antara. Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco e poi i carabinieri. Lo stesso Consales, che si trovava in casa, e’ sceso per strada per rendersi conto di quello che stava accadendo ed e’ stato poi ascoltato dagli investigatori. I primi rilievi effettuati sull’automobile confermerebbero la natura dolosa dell’incendio. Il primo commento del sindaco brindisino e’ stato affidato, nella notte, ad un tweet: “grazie per la solidarieta’, io non mollo. Vado avanti piu’ forte di prima”.
“Puo’ essere qualsiasi cosa, dal balordo alla criminalita’”, lo ha detto il sindaco di Brindisi Cosimo Consales commentando l’incendio della sua automobile, avvenuto nella tarda serata di ieri. “Ci sono situazioni particolari – ha aggiunto Consales – ad esempio con la societa’ partecipata o con quella che gestisce il servizio rifiuti. Ci sono criminali che pretendono corsie preferenziali che un sindaco non puo’ garantire. Del resto non e’ la prima volta. Sono gia’ stato minacciato, la questura e’ intervenuta, ci sono state anche indagini che hanno portato all’individuazione dei responsabili e all’emissioni di provvedimenti di ammonimento. Ieri, poi, ritengo di essere stato seguito da palazzo Nervegna fino a casa. Ho dato ai carabinieri tutte le indicazioni in mio possesso”. “Se pensavano di spaventarmi – ha concluso Consales – non ci sono riusciti. Vado avanti piu’ forte di prima”. Solidarieta’ e’ stata espressa al primo cittadino, gia’ nella serata di ieri, dal capogruppo dell’opposizione in Consiglio. Comunale, Mauro D’Attis di Forza Italia: “di fronte ad un episodio del genere, se l’origine dovesse essere dolosa, il primo sentimento che esprimiamo e’ quello di netta condanna senza se e senza ma”.
