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Caldo record, il geologo: “La Terra sta cambiando troppo in fretta. Non è un caso, la colpa è nostra”

Il geologo spiega perché l’attuale ondata di calore non ha precedenti nella storia e cosa rischia davvero l’Italia nei prossimi anni

Caldo record, il geologo: “La Terra sta cambiando troppo in fretta. Non è un caso, la colpa è nostra”

Caldo estremo, l’Italia brucia per il cambiamento climatico

Mentre l’ondata di caldo estremo torna a colpire l’Italia e i termometri registrano temperature record, il dibattito sul cambiamento climatico si fa sempre più urgente, diviso tra l’emergenza di oggi e la paura per il futuro. Sullo sfondo, problemi enormi come la mancanza d’acqua, la siccità e la fragilità di un territorio sempre più a rischio frane e alluvioni restano al centro di una sfida che va ben oltre il semplice meteo.

L’aumento costante delle temperature – tra terreni aridi, temporali violentissimi e città diventate invivibili – solleva domande fondamentali: siamo di fronte a normali cicli della natura o alla prova evidente di un cambiamento causato dall’uomo? E cosa rischia davvero il nostro Paese nei prossimi anni? A fare chiarezza è Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, che ad Affaritaliani spiega cosa sta succedendo davvero al nostro clima e quali sono i rischi reali per l’Italia.

L’ondata di caldo estremo che sta colpendo l’Italia può essere considerata una conseguenza del cambiamento climatico o è scorretto attribuire un singolo evento a questo fenomeno?

“Tanti fenomeni separati fanno una tendenza. Non si tratta più della singola ondata di calore, come quella del 1943 o del 2003: oggi si susseguono episodi ravvicinati di ondate di calore, fenomeni ben precisi dal punto di vista fisico, che non possono più essere considerati eventi isolati, ma la rappresentazione plastica di una tendenza climatica.

Naturalmente parliamo di meteo, cioè di tempo atmosferico, ma quando questi episodi sono numerosi, ravvicinati e tutti nella stessa direzione, diventano una tendenza climatica. Sarebbe sbagliato parlare di clima per una singola manifestazione in un anno, ma se questo accade da più anni allora si può parlare correttamente di una tendenza climatica confermata dagli eventi meteorologici”.

Da geologo, quali sono gli effetti più preoccupanti che temperature così elevate possono avere sul territorio italiano?

“Dal punto di vista degli organismi viventi, il sesto rapporto dell’IPCC avvertiva già che, superati certi limiti, si sarebbe arrivati ai limiti biologici degli ecosistemi: un caldo quasi insopportabile per i viventi, quindi per l’uomo ma anche per tutte le altre specie, che si trovano a vivere soprattutto nelle città in condizioni di calore amplificato rispetto alle aree rurali.

Sul piano più generale, questo aumento delle temperature incide sul ciclo dell’acqua, rendendo più intensa l’evaporazione e quindi riducendo la disponibilità di risorse idriche. Inoltre favorisce l’estremizzazione degli eventi meteorologici: siccità più profonde, precipitazioni più concentrate e fenomeni estremi sempre più frequenti”.

Dal punto di vista scientifico, quali elementi dimostrano che quello che stiamo vivendo oggi è diverso rispetto al passato?

“Da quando esistono misurazioni sistematiche, quindi dall’inizio dell’Ottocento, non abbiamo mai registrato temperature così elevate. Gli anni recenti risultano i più caldi mai osservati, considerando la media globale di atmosfera e oceani.

Se si guarda molto indietro nel tempo, la Terra ha sempre conosciuto cambiamenti climatici, ma si trattava di variazioni lente, legate a fattori come l’attività solare, le correnti oceaniche, la posizione dei continenti o le variazioni dell’orbita terrestre: tutti elementi che agiscono su scale di decine o centinaia di migliaia di anni.

L’unico fattore in grado di produrre un cambiamento così rapido è l’aumento dei gas serra, in particolare dell’anidride carbonica. È per questo che possiamo dire che il riscaldamento attuale è diverso: perché avviene in tempi troppo brevi per essere spiegato dai soli fattori naturali. La CO₂ oggi in atmosfera è quella che un tempo era intrappolata nel carbone, nel petrolio e nel gas, e che noi stessi stiamo liberando. Per questo possiamo affermare che il caldo che stiamo vivendo è diverso e dipende dalle attività umane”.

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