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"Mettere da parte pregiudizi ideologici". E' l'appello del Guardasigilli Annamaria Cancellieri, in audizione in Commissione Giustizia del Senato per illustrare le linee del suo programma. "Quando ci si arrocca in maniera astratta su posizioni preconcette - ha detto il ministro - e' difficile individuare un cammino comune di riforme": dunque, una e' "la strada obbligata: quella di mettere da parte pregiudizi ideologici e visioni monocolori per assumerci tutti insieme la responsabilita' di rimettere il cittadino al centro del pianeta giustizia".

Cancellieri ha detto di guardare "con preoccupazione" alle "mai sopite esasperazioni e contrapposizioni che, come ha piu' volte evidenziato il Capo dello Stato, caratterizzano il nodo 'delicato e critico' dei rapporti tra politica e giustizia e che costituiscono - ha osservato il ministro - un prepotente fattore di disaffezione della societa' civile verso il mondo delle istituzioni". Necessario e', invece, secondo il Guardasigilli, un "confronto costruttivo". Sottolinea: "Il cittadino sara' la stella polare che mi fara' da guida nello svolgimento del delicato incarico ministeriale che mi e' stato affidato".

"Intendo proseguire nel solco delle riforme gia' avviate dal precedente Governo, e in particolare del ministro Severino", proseuge la Cancellieri.

Un differimento dell'entrata in vigore della riforma delle circoscrizioni giudiziarie, che diverra' operativa dal prossimo 13 settembre, "correrebbe fortemente il rischio di essere mal interpretato e di generare un negativo effetto di disorientamento". Fronteggiare l'emergenza dell'"annosa e grave questione dei tempi dei processi" e' "una priorita' della politica", che richiede "un impegno corale di tutti i soggetti che operano nel processo".

I temi della giustizia "non siano mai piu' terreno di scontro politico", ma "vengano affrontati con onesta' intellettuale in una visione oggettiva e priva di condizionamenti di alcun genere".

Va trovata al piu' presto una soluzione per l'emergenza carceri, "problema indilazionabile, anche sotto il profilo morale". Secondo il ministro è un "insostenibile degrado" e sconta "un pregresso particolarmente critico e un pluriennale ritardo nell'adozione di misure radicali che avrebbero dovuto consentire di dare una risposta strutturale e organica all'emergenza".

"Riprendere le mosse" dal ddl sulle misure alternative al carcere, che non venne approvato in via definitiva al Senato a causa della fine anticipata della scorsa legislatura. Questo uno dei punti programmatici del Guardasigilli. "La reclusione va limitata ai soli reati piu' gravi, con l'introduzione, come sanzioni autonome, della detenzione domiciliare e del lavoro di pubblica utilita'".

La riforma delle intercettazioni non e' una delle priorita'. "E' un tema che non abbiamo ancora affrontato se sara' necessario lo faremo. Per me le priorita' sono la giustizia civile e le carceri, emergenze per cui siamo molto carenti di fronte all'Europa". Il Guardasigilli, tornando alla questione intercettazioni, ha poi sottolineato che "siamo aperti a tutto, vedremo come la legislatura si sviluppera'".

La piu' "ampia disponibilita' all'ascolto e al dialogo", nonche' ad un "confronto pacato, aperto e attento, con tutte le componenti del mondo giudiziario, a iniziare dall'organo di autogoverno della magistratura". Questo il metodo di lavoro che Annamaria Cancellieri intende seguire come titolare del dicastero di via Arenula. A chi le chiede se sia stato gia' fissato un plenum al Csm con la sua prevista partecipazione risponde: "Ancora no, prima e' previsto il passaggio in Parlamento". E annuncia: "Saremo a Palermo il 23 mattina per ricordare il sacrificio di Falcone e di tutte le vittime della mafia. Continueremo a combattere questo fenomeno".

Impegno del Guardasigilli per dare "un forte impulso alla piena operativita' del processo civile telematico. Occorre, inoltre, realizzare un sistema informatico che consenta l'accesso diffuso in rete da parte dei cittadini ai sistemi di giustizia, cosi' da organizzare meglio ed accelerare l'erogazione dei servizi all'utenza".

CARCERI: 65MILA DETENUTI, PIU' DI 24MILA IN ATTESA GIUDIZIO. 4 MILIONI DI PROCESSI CIVILI PENDENTI - Sono 65.891 i detenuti reclusi nelle 206 carceri italiane, di cui 23mila stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 47.040 posti. Tra i detenuti, 24.691 sono in attesa di giudizio definitivo, 40.118 sono condannati e 1.176 internati. Di più. Sono quasi 4 milioni i processi civili pendenti in Italia. A giugno 2012 nei tribunali erano pendenti 3.357.528 procedimenti civili e 1.279.492 penali. In corte d'appello, 439.506 processi civili e 239.125 penali, mentre in Cassazione i processi civili pendenti erano, a quella data, 99.487, e quelli penali 28.591.Questi i dati forniti dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, nella sua audizione al Senato.

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