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Cronache
Caos treni, la telefonata anonima e il falso pacco bomba. Ritardi di sei ore
Treno

Stop treni ad Alta Velocità, la Procura di Firenze indaga per attentato alla sicurezza dei trasporti

Attentato alla sicurezza dei trasporti, aggravato dalla finalità di terrorismo ed eversione. Sono i reati per cui la Procura di Firenze ha aperto un fascicolo di indagine per l’interruzione della linea Alta Velocità avvenuta ieri dopo la segnalazione di persone in una galleria e una telefonata anonima che segnalava la presenza di una bomba. Nel procedimento si ipotizzano anche i reati di furto aggravato e danneggiamento.

“Stiamo acquisendo le immagini delle telecamere che ignoti hanno poi divelto e procediamo con gli accertamenti: le verifiche sulla linea hanno appurato che è stata danneggiata anche la porta di un casottino dove sono custoditi i rec elettrici dell’Alta velocità e che da una delle colonnine in galleria è stata fatta una telefonata, arrivata all’ufficio di pronto intervento di Ferrovie a Bologna, che sosteneva ci fosse una bomba” spiega Marco Dalpiaz, dirigente del compartimento della Polizia ferroviaria della Toscana che da ieri sera è impegnata nei rilievi sul tratto di Av interessato dalla segnalazione. Sullo stop gli investigatori non escludono nessuna pista, è stata valutata anche quella anarchica anche se al momento, secondo quanto si apprende, non c’è stata alcuna rivendicazione.

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