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Cronache
"Arma, tentativi per far restare Gallitelli. Renzi non si pieghi"
L'ANTICIPAZIONE DI AFFARI/ Carabinieri e Aisi, terremoto in arrivo. Gallitelli-Esposito via a fine ottobre

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

L'ora x sarà fine ottobre. Come anticipato da Affaritaliani.it qualche settimana fa pare davvero che il lungo periodo di Leonardo Gallitelli al comando dell'Arma dei Carabinieri stia per finire. Il comma 4 all'articolo 1 del testo della riforma sulla Pubblica Amministrazione, quello voluto dal Quirinale, è stato cancellato con un emendamento M5s sostenuto anche dal Pd. Niente deroga fino al 31 dicembre 2015, chi è in età pensionabile dovrà lasciare il 31 ottobre. "Ma non se andranno in silenzio, proveranno fino alla fine a ottenere una deroga e una poltrona", avverte in un'intervista ad Affaritaliani.it Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti di Militari e Forze di polizia. "Sulla vicenda c'è uno strano silenzio. Ci sono tentativi per far rimanere Gallitelli. Ma Renzi, diversamente dai suoi predecessori, non deve calarsi le braghe".

Proroga o non proroga, secondo lei davvero Gallitelli lascerà l'Arma il 31 ottobre?

Io gli ho fatto gli auguri di buon pensionamento all'indomani della pubblicazione del testo della riforma sulla Pubblica amministrazione. Sono mesi che parlo di questa scadenza ma la vicenda sembrava finita nel dimenticatoio. Quel che è certo è che il comma del Colle è stato soppresso. Si sarebbe potuto spostare il termine della deroga dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2014 per una questione legata all'ausiliaria, perché ora di fatto si svuotano i piani per l'ausiliaria. Si mantengono centinaia di militari senza alcuna ragione, militari che non possono più essere richiamati in servizio. E tra questi ci sarà anche Gallitelli, come tutti coloro che hanno superato il limite d'età.

Sull'intranet dell'Arma pare sia circolata un'interpretazione diversa del testo...

Sì, sostengono che sarebbero obbligati ad andare in pensione i dipendenti che il 31 ottobre risultino "trattenuti in servizio", mentre i carabinieri sono "richiamati in servizio". Ma il personale richiamato in servizio non è disciplinato da un rapporto di lavoro, ma di servizio. Quindi la norma si applica anche per Gallitelli. Se avessero voluto escludere i militari avrebbero dovuto specificare nell'articolo 1 che le disposizioni non avrebbero avuto effetto sulle forze di polizia.

Secondo lei non c'è più spazio per una deroga?

Credo ci siano tentativi di farlo rimanere. Però se la deroga per i magistrati è rimasta è logico che la cancellazione di quella per i militari sia significativa della volontà di mandarli via.

E' giusto operare un ricambio nell'Arma?

Dopo tutti questi anni credo proprio di sì. Renzi parla di ricambio generazionale e se dovesse cedere e concedere una proroga dovrebbe rimangiarsi tutto e significherebbe che anche lui, come tanti altri suoi predecessori, si cala le braghe davanti alla casta dei generali.

Come si immagina il futuro dell'Arma?

Ci sono tantissimi validi ufficiali che possono prendere il posto di Gallitelli. La prassi vuole che a prendere quella poltrona sia un generale dei Carabinieri ma non è vietato da alcuna legge nominare il capo di Stato maggiore dell'esercito. Mi riferisco a Claudio Graziano, che secondo me sarebbe un ottimo comandante dei Carabinieri anche perché con lui cesserebbero le lotte di potere tra le varie cordate e le guerre tra bande.

Sulla vicenda però c'è finora stato molto silenzio. Secondo lei perché?

Gallitelli, il ministro della Difesa o altri membri del governo non hanno ancora detto nulla a livello ufficiale. Io credo ci possano essere due motivazioni. La prima: si vuole tirare fuori un nome dal cilindro l'ultimo giorno e mantenere la questione sottotraccia per evitare la cosiddetta guerra fra bande, perché da sempre quando va via il capo sono tutti lì pronti a litigarsi la poltrona. La seconda: c'è in atto un tentativo di disapplicare la riforma. Ma tutto ruota intorno a una questione...

Quale?

La cancellazione dell'ausiliaria. In passato solo la Fornero aveva tentato di toccarla ma nella strada da palazzo Chigi al Quirinale la norma venne cancellata dal testo che poi approdò in aula. La casta dei generali aveva avuto la meglio. Toglierla in modo diretto avrebbe portato nuovamente allo scontro. Si è pensato che impedendo i trattenimenti nella P.A. si sarebbe risolto finalmente il problema. Quando hanno eliminato il famoso comma 4 non avevano tenuto conto dell'effetto collaterale. Così ora è molto difficile trovare una soluzione che permetta ai membri della casta di continuare a tenere saldamente le poltrone senza però costringere Renzi a calarsi le braghe. Perché se Gallitelli resta Renzi si sarà calato le braghe...

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