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Cronache
Carabinieri, uno sblocco sofferto. E ora ascoltino gli Ausiliari

di Simone Donazio*

E dopo circa 48 mesi volge al termine, a quanto pare, la tanto sofferta vicenda dello sblocco degli stipendi relativo agli operatori delle Forze di Polizia. Ora si attende la legge di stabilità e i provvedimenti esecutivi che sanciranno finalmente quanto chiesto dalle sigle Sindacali e dai Co.Ce.R. che hanno fatto muro lasciando intendere che se non vi fosse stato il confronto si sarebbe andati ad uno scontro inevitabile e senza alcun precedente mirato ad ottenere ciò che è stato negato di diritto. Già, perché se vi son doveri nell’indossare un'uniforme vi sono anche molti altri diritti passati in secondo piano. Un operatore in strada viene visto come un numero, anche se porta sulle spalle il peso della collettività e della rappresentanza dello Stato.

Lo stesso Stato, in qualità del nostro Premier Renzi, ha sottolineato la necessità di una riforma dell’apparato di sicurezza che parte in primis come sembra dalla riduzione delle Forze di Polizia. Si è parlato di accorpamenti e di troppe forze di polizia in campo ("ben 5" si dice), ovviamente però nessuno parla di coordinamento e di specificità, perché se da un lato avere solo una forza di polizia può sembrare un risparmio, dall’altro gli organici rimarrebbero di certo invariati facendo indossare a tutti la stessa “casacca”. Ma a che pro? Nessuno ad oggi ha toccato il tema del “numero unico” che viene adottato nel resto d’Europa ed è il “112” ma per capire meglio basta fare un balzo negli U.S.A. tanto criticati per le famose leggi sulle armi ma tanto studiati in merito al loro apparato di sicurezza. 

Negli Usa l’istituzione del numero unico “911” ha permesso che un'unica sala operativa possa gestire ogni tipo di emergenza smistando le chiamate a chi di competenza. Ovviamente parliamo di un Paese molto piu vasto rispetto al nostro che ha ben più di 5 forze di polizia, ma ci chiediamo se adottare un numero unico anche qui non sia consono e sicuramente piu risolutivo sia in termini economici che in termini pratici addirittura lasciando le “specificità” invariate ad ogni corpo di polizia. Se poi si parla di accorpamenti possiamo dare uno sguardo ai nostri cugini francesi che non hanno rinunciato alla Gendarmerie come alla Police National lasciando quest’ultima nei grandi centri urbani e la Gendarmerie in Provincia.

Ad oggi ci auguriamo che l’attuale esecutivo dopo l’incontro con le sigle Sindacali e Co.Ce.R. segua il cammino intrapreso per lo sblocco che a nostro avviso ogni operatore merita, come ci auguriamo che questo stesso esecutivo porti a termine anche ciò che intraprese con noi in data 3 giugno discutendo un nostro documento (petizione n°521 presso Camera dei Deputati) e lasciando intendere che vi sono i presupposti, tramite il Ministro Boschi che personalmente ci ha risposto ringraziandoci per la lettera da noi inviata. Come diciamo sempre “basta poco” e noi non chiediamo nulla se non il giusto in rispetto di 88 anni di storia come corpo ausiliario delle Forze di Polizia.

*portavoce nazionale Carabinieri Ausiliari

10719448 10204244283561061 525581632 nLa risposta del ministro Boschi alla lettera dei Carabinieri Ausiliari
 
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