Nel corso del suo intervento a un convegno sul sistema carcerario il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha ricordato la pesante sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo che incombe sull’Italia in seguito al caso Torreggiani e ha tracciato tre linee di riforma del sistema penitenziario che dovranno essere attuate entro maggio: maggior ricorso alle pene alternative, piu’ attivita’ lavorative e ricreative e nuove e migliori strutture. “Una prima linea d’intervento e’ sul fronte normativo – ha detto il ministro – dove vanno ridotti i flussi d’ingresso e garantito un accesso piu’ fluido alle pene alternative al carcere”. Il secondo fronte riguarda il mutamento del regime di detenzione: il ministro ha ricordato come al momento tutti i detenuti, indipendentemente dal reato commesso, trascorrano al massimo due ore fuori dalla cella: “Entro aprile l’80% dei detenuti potra’ trascorrere otto ore fuori dalla cella” e dedicarsi ad attivita’ lavorative, sportive, musicali.” “Il terzo fronte riguarda la creazione di nuovi posti carcere e soprattutto un cambiamento del modello di carceri che abbiamo” ha proseguito il ministro. “Molte strutture risalgono al periodo dell’Unita’ d’Italia, al periodo borbonico. Entro maggio avremo 4500 posti letto in piu’ e nel 2015 12mila posti in piu’, ma bisogna lavorare soprattutto sull’ammodernamento, su nuove strutture sulla falsariga di carceri modello come quelli di Bollate, Firenze e Rebibbia”.
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Un gruppetto dei Giovani Democratici ha contestato il ministro
