Carceri, il 2026 inizia con una tragedia. Detenuto si impicca a Cremona, è il primo suicidio dell'anno - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 17:56

Carceri, il 2026 inizia con una tragedia. Detenuto si impicca a Cremona, è il primo suicidio dell'anno

Uomo italiano di 53anni trovato impiccato in cella. De Fazio segretario generale della Uilpa denuncia numeri drammatici: "mancano agenti, cure adeguate e una guida stabile"

di Alberto Ratto

Primo suicidio in carcere del 2026. A Cremona celle oltre il limite e organici ridotti: 606 detenuti per 384 posti e solo 208 agenti in servizio

Un detenuto italiano di 53 anni d’età si è suicidato impiccandosi nella sua cella della Casa Circondariale di Cremona nel pomeriggio di ieri. "Inizia così dal penitenziario cremonese la tragica conta dei morti di carcere e per carcere del nuovo anno, dopo che il 2025 si è concluso con 78 ristretti (più 2 internati in Rems) e 4 operatori che si sono tolti la vita", dice Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria.

Una scia di morte, prosegue, "che, nostro malgrado, attraversa gli anni senza trovare argini compiuti, così come non trovano soluzioni concrete le problematiche generali che affliggono il sistema penitenziario e le difficoltà patite da chi vi è recluso e da chi vi lavora, in primis le donne e gli uomini del Corpo di Polizia penitenziaria”.

“Non solo il sovraffollamento - spiega De Fazio - a Cremona 606 detenuti sono stipati in 384 posti (+58%), la mancanza di agenti, appena 208 quando ne necessiterebbero almeno 335 (-38%), le deficienze strutturali e infrastrutturali, le carenze sanitarie, le difficoltà organizzative, ma anche politiche gestionali che non garantiscono una guida certa alle carceri acuiscono i problemi. Proprio a Cremona da anni mancano sia il Direttore sia il Comandante della Polizia penitenziaria titolari, circostanza che, al netto della dedizione e delle indubbie capacità degli attuali facenti funzioni, non consente una progettazione di ampio respiro e, inevitabilmente, imprime un senso di precarietà complessiva”, conclude.

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