Sono tutti da un’altra parte. Tutti quei “no, tu no”, parlavano sul serio, prendendosi in giro. Il fatto è che noi siamo qui a far finta e loro là, a ridere di un mondo che ce l’avevano detto, mica era da prendere sul serio. Si tratta di farlo nuovo ogni giorno, ci dicevano. Ma noi no, giù a continuare a dire che l’Enzo “l’ era un matt”, uno che non si capiva niente di quello che diceva e poi, un medico! e per giunta uno che curava il cuore.
Ma è solo al cuore che può mirare la Poesia, una parola attenta a non fare male al mistero dell’altro, medicamento e cura al sentire assoluto delle passioni, una possibilità di espressione alle anime più sensibili, più esposte alla propria fragilità e a quella degli altri. Tutto si nutre di pazzia, senza di essa non si riuscirebbe a colpire con la freccia dell’amore il centro del mondo e quello che nel profondo siamo.
Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante, scriveva uno che s’intendeva di pazzia e di genio, le due cose sono inseparabili, è solo questione di stile, e uno che ha insegnato a tutti noi cosa vuol dire saper portare le scarp del tennis di stile ne aveva da vendere. A per sempre, caro Enzo, oggi la Madonnina ha una ruga in più e un po’ d’oro in meno.
Patrizia Gioia
