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Cronache
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Il Consiglio Superiore della Magistratura contro il presidente del Senato, già ex procuratore di Palermo e procuratore nazionale antimafia. E' l'inquietante scenario che si apre sull'orizzonte giudiziario italiano. Il Csm ha infatti avviato l'istruttoria dopo la richiesta di tutela da parte di Gian Carlo Caselli, procuratore di Torino, che si è sentito offeso da Grasso in diretta tv

"Avremmo potuto archiviare subito il caso ma non l'abbiamo fatto. Si può finire con uno scontro istituzionale", dice qualcuno in Commissione. E così questo può diventare il nuovo clamoroso capitolo della guerra politica-magistratura dopo i conflitti di attribuzione sollevati sul caso trattativa Stato-mafia e la legge sull'Ilva di Taranto.

VIA ALL'ISTRUTTORIA - La Prima Commissione del Csm ha avviato un'istruttoria dopo la lettera inviata a Palazzo dei Marescialli dal procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, in relazione alle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Senato ed ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso alla trasmissione 'Piazzapulita'. La Commissione ha aperto una pratica dopo aver ricevuto gli atti dal Comitato di presidenza del Csm e ha deciso di acquisire la registrazione della puntata di 'Piazzapulita', andata in onda il 25 marzo scorso, con le dichiarazioni di Grasso. Caselli ha chiesto con la sua lettera di essere "adeguatamente tutelato" dall'organo di autogoverno della magistratura, definendo le parole del presidente del Senato "lesive" dei suoi diritti e della sua professionalita', con "accuse e allusioni suggestive". In televisione Grasso aveva parlato di inchieste condotte "come una gogna pubblica" che finiscono con "un nulla di fatto". In queste affermazioni Caselli si è sentito coinvolto e accusato.

LE FASI DELLA PRATICA - Ora Piero Grasso rischia di finire sotto accusa. Con l'apertura dell'istruttoria, infatti, il Csm ha deciso di acquisire tutti i documenti necessari alla valutazione del caso. La pratica avrebbe potuto anche essere subito archiviata, cosa che però non è successa. Questo significa che la Commissione ha valutato come "possibile" la lesione del prestigio e dell'indipendenza della funzione giurisdizionale (e non già del singolo magistrato, in questo caso Caselli). Nei prossimi giorni la Commissione prenderà visione del filmato della trasmissione di La7 e deciderà se serviranno altri materiali per arrivare alla soluzione del caso. Seguirà poi una fase preliminare, nel corso della quale si deciderà se ci sono meno le basi per accogliere la richiesta del procuratore di Torino.

CLAMOROSO SCONTRO ISTITUZIONALE - Ma all'orizzonte si profila uno scenario inquietante e istituzionalmente complicato. Se il Csm giudicasse ricevibile la richiesta di Caselli si arriverebbe infatti a un inatteso scontro tra istituzioni. Il Csm sarebbe infatti chiamato a tutelare un magistrato dalle critiche della seconda carica dello Stato. Grasso è infatti il presidente del Senato e non un semplice parlamentare. L'ennesimo capitolo di uno scontro politca-magistratura giunto al culmine negli utlimi mesi con i conflitti di attribuzione aperti su due fronti: la trattativa Stato-mafia e le celebri intercettazioni Napolitano-Mancino e il caso Ilva con la legge varata dal governo lo scorso inverno dichiarata incostituzionale dai pm di Taranto.

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