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Sopresa: gli ortaggi campani sono sani

Ortaggi

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di Vito Faenza

Sorpresa! Le analisi compiute sugli ortaggi prodotti in provincia di Caserta e di Napoli non presentano livelli di inquinamento nonostante i veleni, anche tossici, sotterrati in quella vasta area al Nord di Napoli. Le analisi sono state effettuate su vari tipi di prodotto: melenzane, peperoni, susine, mele annurche, pere fragole, lattuga. I campioni sono stati prelevati il 15 ottobre di quest’anno e le analisi effettuate dai laboratori dell’Istituto campano di igiene e profilassi. Solo in cinque casi è stato rilevato una presenza di piombo (ma molto al di sotto dei livelli stabiliti dalla legge, 0,3) e la spiegazione di questa minima presenza è dovuta al fatto che le coltivazioni sottoposte al test sono dislocate nei pressi di assi viari a grande traffico.

Le analisi effettuate nel mese di ottobre sono state confermate, poi, da quelli effettuate dall’Istituto di zooprofilassi di Teramo su campioni prelevati dal Nas l’11 novembre scorso. Le analisi effettuate sulla lattuga, le fragole, le mele e gli altri ortaggi non hanno rilevato la presenza di elementi inquinanti. Tanto che sabato scordo ai titolari delle coltivazioni sono stati notificati i risultati dove è scritto a lettera maiuscole “Regolamentari”. I livelli di piombo, alluminio, vandio, antimonio e mercurio sono definite “non rilevabili”, quello per l’arsenico è definito non quantificabile. Le analisi effettuate per contp dei Nas a Teramo hanno rilevato la presenza di 0,014 microgrammi per chilo di cadmio, e di 2,3 microgrammi per chilo di manganese al di sotto dei limiti minimi stabiliti dalla normativa.

La spiegazione del risultato positivo delle analisi compiute anche dai Nas – spiega il direttore della Coop Sole di parete che conta più di 100 soci e opera nella zona da 50 anni – è che noi facciamo della sicurezza agroalimentare un punto fondamentale della nostra attività. Non impieghiamo alcuna sostanza chimica ed effettuiamo la lotta biologica per i parassiti. I prodotti vengono controllati quando sono ancora sulle piante e solo quando i controlli ne certificano la salubrità, autorizziamo la raccolta- Poi ci sono altri controlli, effettuati con i nostri clienti”. La coop impegna 230mila euro nella lotta biologica e oltre 50mila euro per le analisi sui prodotti. “Le analisi sui campioni prelevati dal Nas – spiega l’avvocato Generoso Marrandino, vicepresidente della Coldiretti di Caserta – non fanno che confermare quello che sosteniamo da tempo, vale a dire che tutto il comparto in provincia di Caserta è assolutamente sicuro. Gli allarmismi quindi sono del tutto ingiustificati”. Le aree di crisi riguardano l’area orientale della provincia di Napoli dove le analisi effettuate non hanno dato risultato positivi come quelli effettuati in provincia di Caserta e nella parte Nord Occidentale della provincia di Napoli.