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Caso Roggero, la gioielleria riparte: a guidarla la moglie e una delle figlie

Dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi, Mariangela Sandrone e una delle quattro figlie portano avanti il negozio

Caso Roggero, la gioielleria riparte: a guidarla la moglie e una delle figlie

La serranda è tornata su nella mattinata di martedì 21 luglio. La moglie Mariangela Sandrone e una delle quattro figlie di Mario Roggero porteranno avanti l’attività di famiglia, mentre il gioielliere sta scontando la condanna definitiva nel carcere milanese di Bollate.

Il cartello all’ingresso chiede silenzio ai giornalisti e rispetto per il dolore della famiglia

La gioielleria di Mario Roggero ha riaperto al pubblico in località Gallo di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. Una delle figlie del commerciante ha confermato la ripresa dell’attività nella mattinata di martedì 21 luglio.

A occuparsi del negozio saranno Mariangela Sandrone, moglie del gioielliere, e una delle quattro figlie della coppia. Roggero si trova invece nel carcere di Bollate, dove sta scontando la pena definitiva di 14 anni e 9 mesi di reclusione.

All’ingresso dell’esercizio commerciale la famiglia ha esposto un cartello rivolto ai giornalisti. L’avviso precisa che non saranno rilasciate dichiarazioni e si chiude con una richiesta: “Ringraziamo per la comprensione e per il rispetto del nostro dolore”. La condanna riguarda quanto accaduto dopo la rapina dell’aprile 2021. Roggero uccise due dei tre uomini che avevano assaltato la gioielleria e ferì il terzo. Dopo la decisione definitiva, il commerciante ha raggiunto il penitenziario di Bollate. La gestione quotidiana del negozio passa ora alla moglie e alla figlia.

Mariangela Sandrone, la moglie, dopo il colloquio a Bollate: “Spero molto presto possa tornare qui”

Nel pomeriggio, Mariangela Sandrone ha raccontato di aver incontrato il marito nel carcere di Bollate e ha contestato duramente la sua detenzione. La moglie di Roggero, presente in gioielleria insieme a una delle figlie, ha dichiarato: “Ieri ho visto mio marito, siamo riusciti a stare insieme tre ore. Compatibilmente con il carcere sta bene. Dico solo che è assurdo che una persona di 72 anni, che ha sempre lavorato, debba subire una cosa del genere. Siamo qui dal 1980, non è una cosa normale. Mi sembra di vivere in un brutto, bruttissimo sogno. Però spero che molto presto possa venire qui, non deve assolutamente stare in un carcere”.

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