La procura francese ha incriminato quattro persone sospettate di aver fiancheggiato Amedy Coulibaly, lo jihadista autore del massacro al supermercato kosher del 9 gennaio. I quattro giovani, tutti messi in stato di fermo da venerdi’, hanno tra i 22 e i 28 anni: tre di loro sono sospettati di aver acquistato “attrezzatura” per Coulibaly. La procura ha confermato che l’inchiesta continua per cercare possibili complici, soprattuttoo all’estero, e che prosegue la stretta collaborazione internazionale in particolare con Spagna, Turchia e Belgio.
COULIBALY E HAYAT FERMATI E RILASCIATI DALLA POLIZIA IL 30 DICEMBRE
Intanto emerge un particolare inquietante sui protagonisti delle stragi di Parigi. Amedy Coulibaly, insieme con la sua compagna Hayat Boumeddiene, era stato fermato dalla polizia per un controllo casuale il 30 dicembre a Parigi, otto giorni prima dell’inizio delle stragi. Gli agenti dopo un controllo hanno lasciato andare la coppia nonostante fosse emerso che Coulibaly era persona pericolosa, vicina agli ambienti islamisti. Lo rivela il settimanale Le Canard Enchainé, in edicola da mercoledì. Tre giorni dopo Boumeddiene sarebbe partita per la Siria, mentre l’8 gennaio Coulibaly avrebbe ucciso la poliziotta Clarissa Jean-Philippe e, il 9, quattro persone nel supermercato.
Secondo la ricostruzione del settimanale, che non è solo satirico, il 30 dicembre, alle 11:45, due motociclisti della polizia hanno fermato una Seat Ibiza noleggiata nel XIX arrondissement di Parigi. Il controllo di Coulibaly e la compagna è documentato dal Canard che si è procurato uno dei verbali dei poliziotti. I quali, dal momento che la patente era ancora provvisoria (Coulibaly aveva passato l’esame soltanto il 10 dicembre), decidono di controllare la banca dati delle persone ricercate. Appare, a quel punto sullo schermo del pc dei due agenti, la menzione che impone di ottenere ulteriori informazioni senza attirare l’attenzione del sospetto, considerato pericoloso e vicino agli ambienti islamici. I due poliziotti informano i superiori e i servizi antiterrorismo ma nessuno reagisce: «nessuna sorveglianza, nessun pedinamento», scrive Le Canard Enchainé, secondo il quale questa procedura lascia aperti diversi interrogativi. Gli agenti lasciano ripartire l’auto, Coulibaly fa perdere definitivamente le sue tracce.
