Amedy Coulibaly l’autore del massacro di 4 ebrei nel negozio kosher di Vincennes e prima di una poliziotta “aveva senza alcun dubbio un complice”. Ne e’ convinto il premier francese Manuel Valls che ha annunciato come “la caccia continua”: Nel giorno del massacro, il 9 gennaio, si era sospetata della compagna, Hayat Boumeddiene, che pero’ si è poi accertato aver lasciato la Francia una settimana prima, il 2 ed essere dall’8 in Siria. E secondo fonti di polizia i terroristi in fuga sarebbero sei. Sarebbero tutti i componenti della cellula jihadista alla quale appartenevano gli attentatori.
Maometto in lacrime in copertina ‘Je suis Charlie’ – Sulla copertina di Charlie Hebdo dei ‘sopravvissuti’ Maometto versa una lacrima e mostra un cartello con la scritta ‘Je suis Charlie’ mentre sulla testa del profeta appare la scritta ‘E’ tutto perdonato’. Sara’ questa la prima pagina del primo numero del settimanale Charlie Hebdo dopo l’attacco terroristico che ha causato 12 morti, tra cui il direttore e diversi vignettisti. La copertina del settimanale e’ stata anticipata dal quotidiano Liberation, che ospita la sede del periodico satirico, nel giorno in cui Al-Qaeda ha minacciato nuovamente la Francia. Charlie Hebdo uscira’ mercoledi’ con 3 milioni di copie, contro le 60.000 normali. Il settimanale ha deciso di triplicare le copie rispetto alle prime indicazioni che parlavano di un milione, sara’ stampato in 60 lingue e distribuito in tutto il mondo. Il ramo magrebino dell’organizzazione terroristica ha assicurato che ci saranno nuovi attacchi se Parigi continuera’ con la sua presenza militare in Mali e nella Repubblica centrafricana, se continuera’ a bombardare l’Iraq o la Siria, se ci saranno nuove offese della stampa al Profeta. “La Francia – si legge in un messaggio di Al Qaeda nel Maghreb islamico diffuso da siti jihadisti – sta pagando oggi il prezzo della sua aggressione ai musulmani e le sue politiche ostili all’Islam. Se i suoi soldati continueranno ad occupare il Mali e la Repubblica centrafricana, e a bombardare la nostra gente in Siria e in Iraq e se la sua stupida stampa continuera’ ad offendere il nostro Profeta, la Francia si esporra’ al peggio”. Il gruppo ha anche reso omaggio ai tre uomini, definiti “soldati dell’Islam” ed “eroi”, responsabili dell’uccisione di 17 persone negli al settimanale Charlie Hebdo e al negozio kosher.
HACKER ISIS ATTACCANO L’ACCOUNT TWITTER DEL COMANDO USA – L’account Twitter del Comando centrale Usa per la regione mediorientale Centcom e’ stato sospeso dopo un attacco hacker da parte dell’Isis che ha inviato a nome del centro logistico Usa otto tweet nell’arco di venti minuti minacciando i militari americani: “Attenzione soldati americani stiamo arrivando, siamo nei vostri computer, guardatevi le spalle. “Vi conosciamo e conosciamo le vostre mogli e i vostri bambini”. Gli hacker hanno pubblicato nei diversi tweet alcuni documenti militari interni del ministero della Difesa e i numeri di telefono o e gli indirizzi di diversi ufficiali. “I Cybercaliffato e la Cyberjihad continua”, si legge in un tweet. Una fonte del Pentagono ha confermato l’attacco hacker al Comando centrale Usa. “Centcom – ha detto la fonte anonima – sta prendendo misure appropriate per risolvere la questione”.
HAYAT IN FUGA – La tv privata turca Haberturk ha diffuso oggi pomeriggio le immagini, riprese dalle telecamere di sicurezza all’aeroporto di Istanbul Sabiha Gokcendi, di Hayat Boumedienne, compagna del terrorista islamico Amedy Coulibaly, uno dei tre terroristi islamici responsabili delle stragi di Parigi. La donna sarebbe arrivata a Istanbul da Madrid lo scorso 2 gennaio in compagnia di un uomo: Mehdi Sabri Belhoucine. E dalla città turca sarebbe ripartita per la Siria. Movimenti confermati dal Ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, sulla base delle indagini condotte dai servizi segreti
UE, GENTILONI: SCHENGEN GARANTIRA’ SICUREZZA DEI CITTADINI – Non ci saranno nell’immediato cambiamenti all’accordo di Schengen, ma “verranno sfruttate tutte le opzioni contemplate dal trattato per il controllo delle frontiere esterne”. Lo ribadisce oggi la portavoce Natasha Bertaud, che sottolinea comunque l’apertura della Commissione ad eventuali modifiche del trattato nel futuro. Gli strumenti tecnici e legali offerti da Schengen, si legge in un comunicato della Commissione, gia’ forniscono un eccellente livello di protezione ai cittadini europei e la Commissione sta lavorando per garantire che tutti gli Stati membri ne facciano un uso ottimale. Il Sistema d’Informazioni di Schengen (SIS) ha dimostrato di essere uno degli strumenti piu’ efficaci per seguire e bloccare le rotte dei “foreign fighters”. Per quanto riguarda il controllo delle frontiere interne, infine, la Commissione ricorda che l’articolo 23 del Codice di Schengen permette agli Stati membri, in caso di serie minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza interna, di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere. (AGI) St2/Tig Strage Parigi: Gentiloni, non si dicute di sospensione Schengen (AGI) – Roma, 12 gen. – “Non si discute di sospendere Schengen o di ristabilire i controlli alle frontiere dei Paesi Ue” ma “si discute di come utilizzare il sistema informativo tra diversi Paesi”: lo ha riferito il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, al Senato, spiegando le misure allo studio dell’Ue per far fronte all’emergenza terrorismo. “Sacrificare gli accordi sulla circolazione e’ un prezzo inaccettabile da pagare al terrorismo”, ha precisato il ministro.
DA CHARLIE NUOVE VIGNETTE SU MAOMETTO – Charlie Hebdo, onora Charb, il direttore ucciso insieme ad altre 3 colleghi dai 2 fratelli franco-algerini Kouachi. Seguendo il suo spirito, “preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio”, non arretra e annuncia nel prossimo numero nuove vignette su Maometto. Il prossimo numero di Charlie Hebdo, che arrivera’ nelle edicole mercoledi’ con una tiratura eccezionale di 1 milione di copie, non rinuncia al suo “spirito” e quindi al “diritto alla blasfemia”, ha anticipato l’avvocato del settimanale satirico Richard Malka ripreso da Le Figaro. “Non volevamo fare un numero necrologico”, ha aggiunto il direttore Gerard Biard, ne’ “essere lamentosi”. “E’ complicato, bisognera’ gestire il futuro, le sepolture che ci saranno tutte questa settimana”, ma il settimanale “sara’ completato stasera”, ha affermato Malka. Il prossimo numero di Charlie Hebdo che uscirà mercoledì includerà “ovviamente” nuove vignette su Maometto, sulla politica e le religioni. Lo ha detto a France Info il legale del magazine francese Richard Malka ricordando che “lo spirito di ‘io sono Charlie’” significa anche “diritto alla blasfemia”.
ALFANO E IL VATICANO: NESSUNA SEGNALAZIONE – Contrariamente a quanto diffuso da alcuni organi di informazione, non e’ vero che la Santa Sede abbia ricevuto segnalazioni di rischi specifici da servizi di sicurezza di altri Paesi”. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. “Si conservano – ha assicurato – i normali e opportuni contatti fra servizi di sicurezza, che facendo riferimento alla situazione attuale invitano ad attenzione e ragionevole prudenza, ma non risultano segnalazioni di motivi concreti e specifici di rischio”. Secondo padre Lombardi, “non e’ quindi il caso di alimentare preoccupazioni non motivate, che possono inutilmente turbare il clima di vita e di lavoro, e cio’ anche nell’interesse dei tanti pellegrini e turisti che quotidianamente frequentano il Vaticano”. “Nel sistema delle nostre relazioni con le autorita’ di sicurezza degli altri Paesi abbiamo ulteriormente verificato l’informazione (relativa a un possibile attacco al Vaticano, ndr) ripresa da alcuni organi di informazione: a noi non risulta”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ai microfoni di Radio24. “Quello che invece risulta – ha aggiunto Alfano – e che purtroppo e’ evidente e’ che il Vaticano e’ stato piu’ volte citato ed evocato nei messaggi dell’autoproclamato Califfo e la bandiera nera sulla Cupola di San Pietro non e’ un segno difficile da interpretare e che io non leggo solo simbolico. Ecco perche’ non sottovalutiamo nessuna ipotesi, neanche quella piu’ apparentemente labile, e nessun indizio” .
LA POLIZIA INDAGA SU DJAMEL BEGHAL – Intanto gli investigatori stanno cercando di capire se Djamel Beghal, in carcere a Rennes, può avere qualcosa a che fare con le stragi. L’avvocato di Beghal nega qualsiasi legame ma per forza di cose gli inquirenti stanno appurando se c’è qualcosa di più e se il sospetto mentore “Abou Hamza” nasconde qualcosa, per capire la rete e i legami con l’Islam radicale intrattenuti dai fratelli Kouachi e da Coulibaly.
IL MISTERO DEI VIDEO – Al centro delle indagini ci sono però anche le immagini, più precisamente i video. Innanzitutto il video di Coulibaly nel quale rivendica le azioni terroristiche a Parigi. Un video che appare tecnicamente molto curato ed elaborato e che ora gli inquirenti vogliono capire chi ha girato. Forse proprio il complice misterioso che gli investigatori stanno cercando. Non solo: l’altro dubbio è capire che fine ha fatto il video che qualcuno ha girato sul luogo della strage. Coulibaly avrebbe avuto una telecamerina con la quale avrebbe inviato immagini. Dove sono finite? Intorno a questo interrogativo si muovono gli inquirenti per capire qualcosa in più sulla rete del fanatismo che ha preparato l’attacco.
FALLE NELLA SICUREZZA: ATTENTATORI SENZA CONTROLLO – Erano considerati soggetti a “basso rischio” quindi l’intelligence francese a luglio 2014 ha smesso di monitorarli. Cherif e Said Kouachi, autori della strage presso la redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo uccisi dalle teste di cuoio a Dammartin, erano stati sottoposti a vigilanza da parte dei servizi segreti dalla primavera del 2009. Ma dall’estate scorsa hanno deciso di fare cessare la sorveglianza sui due terroristi che pochi mesi dopo avrebbero dato il via a tre giorni di terrore nella capitale francese. L’attività di sorveglianza, comprendente anche le comunicazioni telefoniche e internet, era stata intensificata alla fine del 2011 quando Said Kouachi fece ritorno dal suo viaggio in Yemen, dove incontrò Anwar Al-Awlaki, leader di Al Qaeda nella Penisola Arabica. Ma secondo quanto riferito al quotidiano francese Le Parisien da una fonte giudiziaria, “tra quella data e l’estate del 2014 nulla suggeriva un qualsiasi collegamento con movimenti del radicalismo islamico, né attraverso il telefono, né su internet”. Per questo, “in mancanza di questi elementi, la sorveglianza fu interrotta per concentrarsi su altri individui che in quel momento rappresentavano un rischio maggiore”. Il tutto nonostante rientrassero nella lista nera no-fly degli Usa.
5.000 agenti a protezione scuole ebraiche – Il governo francese ha ordinato lo schieramento di quasi 5.000 agenti a protezione delle scuole ebraiche. La decisione e’ stata ssunta stamane dopo che si e’ scoperto che Amedy Coulibaly l’autore del massacro di 4 ebrei nel negozio kosher di Vincennes, puntava a compiere una carneficina in un asilo ebraico. L’uomo, ucciso in un blitz delle teste di cuoio, in un videoe ha sostenuto di essere membro di Isis.
In piazza a Parigi? Ecco chi non c’era – A Parigi c’erano due milioni di persone in piazza ma non c’erano proprio tutti. Contrariamente ai vicini degli Emirati Arabi, della Giordania e della Tunisia, Arabia Saudita e Qatar non hanno presenziato alla marcia. Per loro c’erano solo dei dignitari di secondo rango, un fratello dell’amiro al-Thani per Doha e il numero due della diplomazia di Ryad. Tra l’altro Qatar e Arabia Saudita sono partner molto attivi di Parigi su numerosi dossier diplomatici, dalla rivolta in Siria al nucleare iraniano. Mancava anche il ministro degli Affari Esteri marocchino.
Sarkozy, immigrati complicano lotta terrorismo – All’indomani della marcia in cui si e’ stretto al rivale e successore Francois Hollande, Nicolas Sarkozy, tornato leader dell’Ump, prova a smarcarsi per rubare voti al Front National di Marine Le Pen. L’ex presidente afferma che alla luce della strage di Parigi l’immigrazione “se non e’ legata al terrorismo…quanto meno complica le cose” “La questione dell’immigrazione dovra’ essere soggetta ad un dibattito profondamente accurato perche’ non possiamo continuare cosi’ (come oggi). L’immigrazione che crea problemi di integrazione porta a creare comunita’ (chiuse)” dove le persone, ha proseguito Sarkozy, che hanno causato la strage al settimanale Charlie Hebdo – riferimento ai fratelli due franco-algerini Kouachi – si possono nascondere.
Studenti rifiutano minuto di silenzio, “Allah Akbar” dalle prigioni – Registrati anche episodi spiacevoli però dopo la strage. In alcune scuole francesi una buona percentuale di studenti ha rifiutato di prendere parte al minuto di silenzio. E’ capitato per esempio in una scuola di Seine Saint Denis, dove circa l’80% degli allievi si sono rifiutati di partecipare al momento di cordoglio. A Roubaix 400 studenti si sono rifiutati di partecipare. In seguito a questi episodi il ministro dell’Educazione Najat Vallaud-Belkacem sta preparando una mobilitazione rinforzata nelle scuole per i “valori della Repubblica”. Anche in varie carceri francesi, nel momento del minuto di silenzio, c’è chi non ha partecipato. Molti detenuti musulmani infatti hanno rotto il silenzio commosso dei francesi con l’invocazione: “Allah Akbar”.
Esulta sui social per l’attentato, va a processo – Il ministro dell’Interno francese stima che nel giro di qualche giorno sui social network sono apparsi 3721 messaggi che fanno apologia delle stragi. Un comportamento odioso che però non la farà passare liscia a tutti. Per esempio, un uomo di 30 anni residente a Strasburgo comparirà nei prossimi giorni davanti al tribunale correzionale di Strasburgo per aver pubblicato sul suo profilo Facebook la foto di un kalashnikov accompagnata da delle parole di sostegno all’attacco a Charlie Hebdo.
