“Non si possono intaccare la vita e la libertà di pensiero ma mettere tutta la civiltà islamica nell’angolo per accusarla è sbagliato”. Hareth Amar, presidente dei Giovani Musulmani, ad Affari: “C’è chi parla senza ascoltare, l’immigrazione non c’entra nulla con gli attentati”.
I Giovani Musulmani d’Italia come giudicano quello che è avvenuto a Parigi?
La giornata di ieri l’abbiamo vissuta con grande dolore per i caduti innocenti e ci dispiace tantissimo che ancora una volta ci siano manifestazioni di odio verso delle persone che in un modo o nell’altro hanno espresso le loro idee. Ci possono essere dei sentimenti e questi non li possiamo controllare ma le reazioni non possono essere spropositate andando a intaccare la vita di questi vignettisti. Ci spiace che ancora una volta siamo messi tutti noi musulmani in un angolino con un dito puntato contro. Questo succede oggi per tutta la civiltà islamica in Europa che si sente sotto accusa e deve dissociarsi da un qualcosa che non le appartiene assolutamente.
Spesso in circostanze come queste si tende a fare un po’ di confusione e mettere tutto insieme. Possiamo dire che gli attentatori non c’entrano nulla con il mondo islamico maggioritario?
Gli attentatori ancora oggi non è chiaro al 100% chi siano. Quello che mi sento di dire è che sicuramente queste persone non appartengono a un’etica corretta per quel che riguarda la religione islamica e sicuramente avranno avuto dei problemi con la società in primis. Un qualcosa che porta le persone ad aprire il fuoco in quella maniera è davvero impossibile e scioccante. Che cosa porta queste persone a compiere atti del genere? Questa è la domanda che ci facciamo tutti.
C’è chi, come il leader della Lega Salvini, ha subito chiesto di bloccare i barconi provenienti in Italia. Ma davvero c’è una relazione tra gli immigrati e i rischi di attentati?
Spesso si parla di argomenti dell’altro mondo, parlare senza ascoltare è una malattia quasi incurabile. Gli attentatori non c’entrano nulla con l’immigrazione perché pare che siano cittadini europei. Sembra che siano nati e cresciut in Francia, dove gli immigrati sono alla quarta generazione diversamente dell’Italia dove siamo la seconda. Passano centinaia di migliai di immigrati dall’Italia e da questi non abbiamo avuto alcun caso di fanatismo. Ci sono famiglie, donne e uomini che vengono qui alla ricerca di vita, di un lavoro di qualcosa che li faccia sentire liberi.
Ma è vero che l’Islam non accetta l’ironia?
L’ironia non può mai mancare in nulla, l’ironia è una cosa da lodare e da conservare perché parla col sorriso e il sorriso serve a tutti. Il problema è un po’ diverso. La religione islamica non è una religione iconografica, non ci sono raffigurazioni di Dio e dei profeti. Tutti i profeti, Maometto e Gesù compresi, non possono essere rappresentati. Anche la rappresentazione in bene non verrà vista o accettata a braccia aperte perché è qualcosa di contrario all’etica islamica.Tanto più quando si va a distorcere la figura di profeti o così via perché si va a intaccare il senso di appartenenza religioso. Lì entrano gli affetti delle persone. Quel che raccomandiamo è di tener conto dei sentimenti di tutta la comunità che si sente molto appartenente a un certo credo. Alla vignetta di una figura che coinvolge un miliardo e mezzo di persone è normale che ci sia una reazione negativa però attenzione: la reazione deve essere di giusta proporzione, questo è essenziale. Non si può usare la violenza e non si deve intaccare in nessun modo la libertà altrui.
Personalmente le vignette pubblicate da Charlie Hebdo l’hanno offesa?
Io mi offendo nel momento in cui una persona intende offendermi o vuole offendermi. Quindi mi capita più che altro di offendermi per le parole di qualche politico perché spesso vedo ignoranza e pressapochismo. Con un po’ di attenzione comunque si eviterebbero molte reazioni sbagliate.
Oltre all’attentato di Parigi abbiamo assistito negli scorsi mesi a una forte avanzata dell’Isis in Medio Oriente. Come fa a intaccare questo desiderio di violenza?
Ci sono due correnti. Una che porta sicuramente del male e l’altra che potrebbe portare del bene. La corrente che porta al male è quella dello scontro, le accuse indifferenziatamente una grande massa di persone. Poi ci sono fattori sociali che possono portare a tragedie come quella di Parigi. Sicuramente una persona ben inserita nella società e che si sente produttiva non fa cose di questo genere. Con un po’ più di attenzione a tutte le persone che in un certo senso galleggiano nella nostra società credo si eviterebbero tanti mali.
