Oltre 800.000 persone hanno partecipato alla grande manifestazione di oggi a Grozny – in Cecenia – indetta dal governo e dalle autorita’ spirituali locali per protestare contro le vignette su Maometto, pubblicate dal giornale Charlie Hebdo. I dati sono del ministero degli Interni russo, citato dalle agenzie di stampa. Calcolando che, secondo l’ultimo censimento, la popolazione totale di questa repubblica del Caucaso settentrionale, a maggioranza musulmana, e’ di poco piu’ di 1,3 milioni di persone, i siti di informazione locali hanno stimato la presenza in piazza del 59% degli abitanti.
Per rendere possibile la partecipazione del maggior numero possibile di persone, ha riferito il sito Caucasian Knot, oggi e’ stata indetta una giornata di festa, con uffici e scuole chiuse. L’iniziativa ha visto l’appoggio delle autorita’ spirituali musulmane locali, che si aspettavano fino a un milione di persone in piazza, con fedeli che dovevano arrivare anche dalle regioni limitrofe. Manifestazioni di massa sono state usate da Kadyrov piu’ volte per esprimere la sua fedelta’ al Cremlino. L’anno scorso, in occasione del compleanno di Vladimir Putin, circa 100.000 persone hanno sfilato a Grozny, in una manifestazione organizzata in suo onore. Alcuni dei partecipanti, allora come anche oggi, hanno denunciato di essere stati costretti ad aderire. Accusato dai difensori dei diritti umani di aver di fatto instaurato in Cecenia un regime ispirato alla sharia, Kadyrov si oppone con forza ai gruppi radicali che nel Caucaso settentrionale – a maggioranza musulmana – mirano a instaurare un ‘emirato’. All’indomani della strage del 7 gennaio alla redazione di Charlie Hebdo, il presidente russo ha condannato “fermamente” l’attacco ed “il terrorismo in tutte le sue forme”. Ma sulle proteste contro le vignette su Maometto, le autorita’ russe appaiono divise: mentre a Mosca e’ stata vietata una manifestazione ‘in difesa del sentimento religioso dei credenti”, nessuno si e’ schierato contro la protesta di oggi in Cecenia, ne’ quella svoltasi ieri in Inguscezia dove 15.000 persone hanno sfilato a Magas sotto lo slogan “Noi amiamo Maometto”, contro le caricature ma anche contro il terrorismo.
Proteste in Pakistan, al rogo bandiere francesi – Migliaia di persone hanno manifestato in Pakistan, per protestare contro la pubblicazione di nuove caricature di Maometto sul settimanale satirico Charlie Hebdo; e nel corso degli eventi sono state bruciate bandiere francesi e ritratti del presidente, Francois Hollande e dei vignettisti del periodico. Partiti religiosi pakistani, ma anche laici, hanno organizzato marce nelle principali citta’, scandendo slogan contro le vignette su Maometto. Oltre 2mila persone sono scese in strada nella piu’ grande citta’ del Paese, Karachi, dove una delegazione del partito, Tehreek-e-Insaf, si e’ recata alla residenza del console generale francese, consegnandogli una risoluzione che chiede a Parigi di vietare la rivista perche’ “diffonde l’odio religioso nel mondo”. Il Pakistan e’ il secondo Paese musulmano piu’ popoloso al mondo, con 200 milioni di abitanti. Venerdi’ le proteste contro le vignette di Charlie Hebdo sono sfociate in scontri davanti al consolato francese di Karachi, in cui e’ rimasto gravemente ferito da un proiettile anche un fotografo dell’agenzia Afp.
