Dalla vicinanza a don Patriciello all’attentato incendiario a Enago: chi è Adriano Cappellari, da mesi nel mirino dopo gli articoli su Caivano
Qualche mese di apparente quiete, poi un nuovo boato nella notte. Un’esplosione violenta ha squarciato il silenzio dell’Altopiano di Asiago, riportando alla realtà più dura il giornalista vicentino Adriano Cappellari, da tempo nel mirino di minacce dopo i suoi articoli e il sostegno pubblico a don Maurizio Patriciello, parroco simbolo dell’impegno contro la criminalità organizzata a Caivano. L’attacco è avvenuto davanti all’abitazione del cronista. Un pacco lasciato all’ingresso ha innescato un’esplosione che ha provocato un incendio e danni alla recinzione, oltre alla rottura dei vetri e al coinvolgimento di alcune strutture vicine. Sul posto sono stati trovati anche alcuni ordigni artigianali costituiti da bombole di gas che non sono esplose e sono stati messi in sicurezza.
“Ieri sera mi ero fermato dai vicini a cena e sono rientrato a casa verso le 23. Non ho fatto in tempo ad entrare che dopo qualche minuto ho sentito un’esplosione fortissima, un boato che ha fatto tremare tutto, fiamme altissime, vetri rotti, auto danneggiate. Siamo usciti tutti in strada. I vicini per primi sono intervenuti gettando acqua per impedire che l’incendio si propagasse”, racconta Cappellari a Il Corriere.
Le indagini si concentrano anche sulle immagini delle telecamere di sorveglianza. Secondo quanto riferito dal giornalista, i sistemi di sicurezza avrebbero ripreso una persona con il volto coperto mentre si avvicinava all’abitazione e depositava il pacco da cui sarebbe partita l’esplosione. “Le telecamere hanno ripreso una persona con il passamontagna e armato di pistola che ha depositato il pacco da cui è partita l’esplosione. Non solo: mi ha messo una lettera in giardino: c’erano ancora foto di me, Meloni e don Patriciello e il messaggio ‘se non smetti con le buone, smetterai con le cattive’. E un’altra cosa inquietante”, aggiunge.
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Tra gli elementi più inquietanti anche una fotografia del giornalista scattata nel giardino di casa. “Segno che qualcuno mi sorveglia, mi tiene d’occhio”, dice Cappellari, convinto di essere sotto osservazione da tempo. Il cronista racconta che dopo le minacce ricevute nei mesi scorsi – con lettere e fotografie che lo ritraevano insieme alla premier Giorgia Meloni e a don Patriciello – per un periodo non si erano più verificati episodi. “Zero. Dopo quelle foto con la premier Meloni e don Patriciello, non mi era più stato recapitato niente. E se ci penso, non trovo motivi per aver istigato tutto questo. Me lo hanno chiesto anche in caserma questa mattina: non ho scritto né fatto cose particolari da novembre ad oggi”. Cappellari rivendica però la sua linea editoriale e il sostegno al sacerdote di Caivano: “E lo confermo anche ora. Lui è stato il primo a chiamarmi questa mattina e mi ha detto di affidarmi alle forze dell’ordine, di raccontare tutto e di andare avanti”.
Nonostante la paura, il giornalista non sembra intenzionato a fermarsi: “Certo, non smetterò di scrivere anche se credo che qualcuno voglia questo. Ho paura, mi sento a disagio per i problemi creati ai vicini, ma vado avanti”. Le indagini sono in corso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica e analizzando le immagini di videosorveglianza per identificare l’autore dell’attentato.
Chi è Adriano Cappellari
Adriano Cappellari è un giovane cronista vicentino, collaboratore de Il Giornale di Vicenza e del quindicinale L’Altopiano. Da tempo si occupa di inchieste e reportage legati alla realtà di Caivano, in provincia di Napoli, e all’attività pastorale e sociale di don Maurizio Patriciello, parroco simbolo dell’impegno contro la criminalità organizzata. Proprio questo filone giornalistico lo ha reso negli ultimi mesi bersaglio di intimidazioni. Cappellari aveva già ricevuto lettere anonime contenenti minacce e inviti a interrompere la sua attività, alcune accompagnate da fotografie e riferimenti diretti ai suoi articoli e ai soggetti raccontati. In particolare, nelle comunicazioni erano comparsi riferimenti anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Patriciello, figure al centro del dibattito pubblico e spesso citate nei suoi lavori giornalistici.
Secondo quanto ricostruito, il giornalista aveva già segnalato alle autorità episodi di pressione e minacce nei mesi precedenti, che avevano portato la vicenda all’attenzione degli organi di sicurezza locali. Nella notte, l’attentato incendiario rappresenta dunque un nuovo e più grave episodio di una serie di intimidazioni che si sono susseguite nel tempo e che ora sono al vaglio degli inquirenti. Le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e raccogliendo elementi utili a ricostruire l’accaduto e identificare i responsabili.

