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Chi è Patrizia Reggiani, la mandante dell’omicidio Gucci e i 24 milioni. Faida di famiglia, compagna di cella e misteri

La condanna a 26 anni e l’uscita per buona condotta. Poi…

Chi è Patrizia Reggiani, la mandante dell’omicidio Gucci e i 24 milioni. Faida di famiglia, compagna di cella e misteri
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Patrizia Reggiani, 77 anni, nonostante la condanna a 26 anni per aver ordinato a sicari di uccidere il marito, potrebbe presto diventare letteralmente milionaria. Per la moglie di Gucci, infatti, oltre alla causa in corso con le figlie per il patrimonio del marito e papà, si è aperta anche una seconda “cassaforte”, questa volta relativa a un falso testamento di sua madre. Stando quindi alle ultime due sentenze, la Reggiani, potrebbe presto incassare una somma niente male che si aggira intorno ai 24 milioni di euro.

Ma forse quei soldi la Reggiani non li vedrà mai. Il motivo è legato al fatto che la moglie di Gucci non potrebbe disporne direttamente in quanto tuttora sottoposta dal Tribunale ad amministrazione di sostegno. Tutto è legato a un’altra vicenda parallela. Quando la Reggiani è uscita dal carcere, nel 2016, la sua ex compagna di cella Loredana Calò è diventata la sua assistente personale. Ma successivamente, è stata coinvolta e condannata in primo grado (a 6 anni e 4 mesi) perché accusata di aver preso il controllo assoluto del patrimonio immobiliare e finanziario della Reggiani approfittando della sua vulnerabilità. Quindi di fatto quei potenziali 24 milioni in realtà al momento la Reggiani non potrebbe incassarli, proprio a causa di questo provvedimento. Ai 20 milioni della madre vanno aggiunti anche i 4 che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha stabilito che spettano alla Reggiani nel contenzioso legato alle figlie.

Omicidio Gucci

La mattina del 27 marzo 1995: a Milano, in via Palestro, lo stilista Maurizio Gucci – 46 anni – viene ucciso a colpi di pistola. Gucci si stava dirigendo verso l’ufficio della sua nuova società in via Palestro 20. Giunto allo stabile, in procinto di entrare, saluta il portinaio e si appresta a salire i pochi scalini. Dietro di lui arriva un uomo che impugna un’arma da fuoco e gli esplode contro quattro colpi (due alla schiena, uno al gluteo e l’ultimo alla tempia sinistra), uccidendolo solo con l’ultimo colpo. Il killer poi scappa: poco lontano c’è una Renault Clio con a bordo il suo complice che lo attende. Due anni dopo, il 31 gennaio 1997, vennero arrestati Patrizia Reggiani, ex moglie della vittima, accusata di essere la mandante dell’omicidio, i pregiudicati Benedetto Ceraulo e Orazio Cicala, presunti esecutori, Ivano Savioni e la “maga” Giuseppina Auriemma con l’accusa di aver aiutato la donna a trovare i killer. Furono ritrovate anche le prove del “contratto”: 600 milioni di lire per l’omicidio. Patrizia Reggiani fu condannata a 26 anni di reclusione. Ne ha scontati 17 nel carcere milanese di San Vittore. È tornata in libertà nell’ottobre del 2016 per buona condotta. Poi si è aperta tutta la vicenda legata alla sua ex compagna di cella, al patrimonio Gucci e ora anche al falso testamento della madre.