Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Chi era don Mazzi, il prete che ha messo la sua vita al servizio dei giovani e degli ultimi

Chi era don Mazzi, il prete che ha messo la sua vita al servizio dei giovani e degli ultimi

Dalla formazione educativa alla Fondazione Exodus, il percorso di un sacerdote che ha dedicato la vita all’accoglienza, al recupero e all’inclusione delle persone più fragili

Chi era don Mazzi, il prete che ha messo la sua vita al servizio dei giovani e degli ultimi

Addio a don Antonio Mazzi, educatore e attivista italiano, impegnato in attività per il recupero di tossicodipendenti e fondatore della Fondazione Exodus che ha confermato il decesso. Mazzi si è spento oggi all’età di 96 anni nella sua storica Casa all’interno del Parco Lambro a Milano. Scopriamo qualcosa in più sulla sua vita.

Nato a Verona il 30 novembre 1929, Antonio Mazzi termina gli studi classici presso il Seminario Vescovile di Verona nel 1950 e quelli teologici e filosofici a Ferrara nel 1955. Il 26 marzo 1955 viene ordinato a Ferrara sacerdote nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata da San Giovanni Calabria a Verona nel 1907. Don Mazzi comincia da subito ad approfondire le problematiche dell’età evolutiva, frequentando dal 1962 al 1965 corsi di specializzazione di psicologia, psicopedagogia e psicanalisi delle istituzioni a Roma, a Milano e presso la facoltà di pedagogia speciale con Andrea Canevaro a Bologna.

LEGGI ANCHE: È morto don Antonio Mazzi, il prete dei ragazzi e fondatore di Exodus aveva 96 anni

Dal 1970, per approfondire le problematiche della disabilità, frequenta vari stage all’estero: alla Columbia University negli Stati Uniti, in Germania nel centro di riabilitazione di Heidelberg, in Olanda a Hoensbroek, in Francia nel centro di riabilitazione di Mulhouse, in Svizzera nella comunità terapeutica di Zetwil e in Israele nei kibbutz. Gli vengono conferite tre lauree ad honorem in Pedagogia: Palermo (1994), Lecce (1996) e Macerata (2004). Dal 1955 al 1962 è prima vicedirettore e poi direttore presso la Città dei Ragazzi a Ferrara e nella casa di formazione a Roncà (Vicenza).

Dal 1962 al 1969 è responsabile del Centro Giovanile della Parrocchia San Filippo Neri, nella borgata Primavalle di Roma. Risale a questi anni la collaborazione con il Centro Sportivo Italiano (CSI) e con gli scout Agesci. Nel 1969 diventa direttore del Centro Professionale Don Calabria di via Roveggia, a Verona, dove dà vita alle prime case famiglia per giovani con disabilità e si dedica al potenziamento delle attività di riabilitazione fisico-motorie, creando il centro “Claudio Santi”. Nel 1974 sottoscrive la convenzione con il Ministero della Difesa per gli obiettori di coscienza. Nel 1975 coordina con la Regione Veneto e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano iniziative dedicate all’inserimento delle persone con disabilità nei corsi di formazione professionale. Nel 1979 diventa direttore dell’Opera Don Calabria di Milano, in via Pusiano, a ridosso del Parco Lambro, allora noto come uno dei principali luoghi di spaccio in Europa. In questi anni prende forma la consapevolezza della gravità del fenomeno della tossicodipendenza, da cui nasce il Progetto Exodus. Si impegna inoltre per la realizzazione di percorsi alternativi al carcere per ex terroristi ed ex tossicodipendenti.

Nel 1984, dopo aver ripulito il Parco Lambro con le forze del territorio, ottiene la Cascina Molino Torrette, destinata a diventare la sede madre dei Progetti Exodus. L’esperienza introduce un nuovo modello educativo, trasformando le tradizionali terapie residenziali in pedagogie itineranti, le cosiddette carovane. Nel 1985, insieme agli operai della Rizzoli e a un gruppo di genitori, dà vita alla prima Unità Mobile, anticipando di diversi anni le future attività di strada. Nel 1989, presso la Stazione Centrale di Milano e successivamente anche a Napoli e Roma, apre un servizio SOS dedicato ai disperati che vivevano dentro e fuori le stazioni ferroviarie.

Tra il 1994 e il 1996 insegna all’Università di Cassino. Fino al 1995 dirige il Centro Studi dell’Opera Don Calabria, ricoprendo nello stesso anno anche la carica di presidente dell’ELFAP ed entrando nel Reseau CCEE come esperto per i problemi dell’handicap. Il 9 agosto 1996, con decreto del Presidente della Repubblica, il Progetto Exodus diventa ufficialmente Fondazione Exodus. Oggi conta una trentina di centri distribuiti sul territorio nazionale e una ventina di cooperative. Sempre nel 1996 fonda l’Associazione Nazionale di Promozione Sportiva nelle Comunità, che riunisce circa un centinaio di comunità. Nel 1998 lancia il progetto “Tremenda Voglia di Vivere”, da cui nasce anche il celebre diario scolastico Tremenda. Nel 2000 inaugura a Verona, presso Costagrande, l’Università della Famiglia, dedicata alla formazione affettiva, educativa e civica.

Nel 2001 promuove e fonda l’Associazione Ambalaki in Madagascar, composta da educatori, professionisti e volontari impegnati a favore dei giovani dei Paesi in via di sviluppo. Nel 2004 apre una comunità in Patagonia per aiutare i ragazzi di strada e promuove il movimento “Educatori senza Frontiere”, con l’obiettivo di affiancare l’opera di Medici Senza Frontiere sul terreno della formazione e dell’educazione. Don Mazzi ha collaborato a lungo con quotidiani e periodici nazionali, tra cui Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, Avvenire, Jesus, Vita Pastorale, Tiscali e Night Time. Per molti anni è stato ospite di programmi televisivi e radiofonici dedicati ai temi della tossicodipendenza, dell’educazione, della famiglia e dell’emarginazione. La lunga partecipazione a “Domenica In” su Rai 1 ha rappresentato un importante strumento per diffondere la sua testimonianza cristiana attraverso i moderni mezzi di comunicazione.