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Cronache

«Mi sembra che si voglia instaurare una sorta di socialismo reale delle sigarette. A Bruxelles si tenta l'operazione impossibile di espellere il rischio dalla nostra vita individuale e sociale. Si prova così a proibire un altro tabù, come con la prostituzione o le cosiddette droghe». Non usa mezzi termini Chicco Testa, presidente di Assoelettrica e accanito fumatore, intervistato da Annalisa Chirico, portavoce del comitato Save the Choice, attivo nella petizione nazionale contro la direttiva europea sul tabacco, in votazione a Bruxelles l’11 luglio.

Direttiva che prevede la vendita obbligatoria di pacchetti coperti fino al 75% da immagini terrificanti, con il divieto di utilizzo di copri pacchetti, il bando delle sigarette slim, al mentolo e forti restrizioni alle e-cig. «Ci siamo abituati all'idea che quell’entità astratta, denominata Stato, si debba far carico di tutti i nostri problemi» continua l’ex presidente di Legambiente ed Enel, oggi managing director di Rothschild, presidente di Telit Communications Plc, E.VA, Energie Valsabbia, oltre che di Assoelettrica. «Consideriamo il consumatore una specie da educare, quando è invece una persona intelligente, capace di comparare i prezzi e di decidere senza che qualcuno si sostituisca a lui». «La sigaretta mi ha tenuto compagnia sin dall'età di 14 anni- afferma il manager che ammette di fumare saltuariamente "tra adulti" anche qualche spinello - fumare fa male e lo sappiamo tutti, noi fumatori per primi. Nella vita però tante cose non fanno bene: per esempio l'alcol, che invece è ampiamente tollerato».

Quanto alle conseguenze della direttiva che sarà votata l'11 luglio dalla commissione Ambiente e Salute del Parlamento europeo, Chicco Testa dichiara: «se il provvedimento passerà, escogiterò un modo per ricoprire le immagini terrorizzanti sul pacchetto. Giudico la direttiva un enorme spreco di energia, il cui effetto sarà la delocalizzazione dell'industria del tabacco». Sono oltre 5.500 le firme contro la direttiva europea, direttamente inviate agli euro parlamentari, che il comitato Save the Choice ha finora raccolto sul sito www.savethechoice.it, sui social media, Facebook, Twitter e Google Plus e nelle piazze, via tablet. Dopo Milano, Bologna e Roma, la petizione prosegue ora a Torino e Napoli e nei prossimi giorni si sposterà a Rimini e Palermo. «Siamo soddisfatti degli obbiettivi raggiunti e dell’attenzione che stiamo ricevendo da parte dell’opinione pubblica su questo tema che riguarda semplicemente la libertà di scelta e consumo -afferma la portavoce di Save the Choice, Annalisa Chirico- il proibizionismo è sempre stato controproducente. Ci opponiamo a un ruolo di balia delle istituzioni e crediamo che i divieti non possano sostituire l’informazione e la libera scelta».

Oggi tocca al tabacco, domani a quali prodotti?” è il claim che Save the Choice ha scelto per la sua petizione nazionale che, lontana dall’essere un’apologia del fumo, non è nient’altro che un’energica presa di posizione a favore dell’individuo e della libertà d’impresa e di consumo. Save the Choice è un comitato indipendente e trasversale agli schieramenti politici che nasce dall’incontro di persone che, pur con esperienze e competenze differenti, hanno in comune la passione per l’Europa e le libertà individuali. E’ attivo in campagne di informazione e di sensibilizzazione- da ultime quella sull’agenda digitale e la direttiva europea sui prodotti del tabacco- e promuove petizioni su temi specifici che sono aperte all’adesione singola, indipendentemente dal sostegno al comitato.

La filosofia di Save the Choice si basa sull’assunto che il compito delle istituzioni non sia quello di fare da balia ai cittadini, ma garantire le informazioni e i controlli necessari per poter esercitare la libertà di scelta. Sempre con la massima tutela delle diversità e i diritti di tutti, sia delle minoranze sia delle maggioranze. Save the Choice vuole essere un punto di informazione, discussione e azione, a partire dalla libertà di scelta, dal momento che la decisione su cosa produrre, acquistare e consumare concerne la sfera personale di ciascuno di noi, così come l’accesso alle professioni e ai servizi, la tutela della privacy e delle informazioni che riguardano tutti noi. Il comitato conta, tra i suoi sostenitori, le fondazioni Magna Carta, Italianieuropei, Formiche e l’adesione di numerose istituzioni liberali. I suoi fondatori sono Salvatore Bruno, Segretario Generale della Federazione Italiana Cuochi, Annalisa Chirico (portavoce comitato) curatrice del blog “Politicamente scorretta” su Panorama.it, Antonio Dalle Rive, alla guida dell’agenzia di comunicazione Anyway, Alberto Gambescia, direttore della Fondazione Mezzogiorno Europa e membro dell’Advisory Board della Fondazione Italianieuropei, Flavia Giacobbe, giornalista professionista e direttore responsabile della rivista Formiche, Francesca Traldi, responsabile Relazioni istituzionali ed Internazionali presso la Fondazione Magna Carta.

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