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Cronache
DANILO RESTIVO

Il processo a un passo dalla sentenza. Potrebbe essere la giornata decisiva per Danilo Restivo, unico imputato per l'omicidio di Elisa Claps. Gia' condannato in primo grado a 30 anni, Restivo continua a professarsi innocente.

LA CRONACA

LEGALE DIFESA, SU ABITI NON SANGUE MA FANGO - "L'aspettativa e' che decidano o con sentenza o con ordinanza di rinnovazione del dibattimento". L'avvocato di Danilo Restivo, Alfredo Bargi, non si sbilancia sulla sentenza d'appello che arrivera' in giornata a Salerno per l'unico imputato dell'omicidio di Elisa Claps. E insiste su un elemento di prova controverso. "Un dato e' certo - dice ai cronisti - un medico del pronto soccorso che non e' amico di Restivo e che lo ha visitato subito dopo, non ha rilevato tracce di sangue sugli abiti, parlando di tracce di fango".

LEGALE FAMIGLIA, RESTIVO E' COLPEVOLE - "C'e' la prova provata che il responsabile e' Danilo Restivo. Si ha voglia di mistificare, si ha voglia di manipolare le prove, dicendo che non c'e' il dna, oppure confutando l'ora della morte: queste sono fandonie". Cosi' Giuliana Scarpetta, legale della famiglia Claps, all'ingresso del tribunale di Salerno dove c'e' attesa per la sentenza d'assise d'appello per l'omicidio della studentessa potentina. "Ieri la dottoressa Volpe (Rosa, il pm, ndr.) ha replicato punto per punto quanto assume la difesa che francamente non e' negli atti - aggiunge - ha replicato documentatamente, offrendo alla corte la prova provata che e' tutto il contrario di quanto sostiene la difesa. E quanto sostengono i legali di Restivo, che cioe' i suoi vestiti non presentavano tracce di sangue, a suo avviso "e' una bugia. Perche' e' documentalmente provato che lui nel novembre del 1993 e' stato interrogato dalla Procura della Repubblica presso il tribunale dei minorenni dicendo che aveva i vestiti imbrattati di sangue e precisa i pantaloni, la camicia e il giubbino. Dopo ha cambiato versione dicendo che i pantaloni erano infangati. Ma all'inizio ha detto la verita': i miei investiti erano imbrattati di sangue, diceva. Ecco perche' era necessario sequestrare quegli abiti per sottoporli a esame del dna. Quel sangue era di Elisa".

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