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"Mi hanno chiesto dei soldi per non sequestrarmi il carico"

E' la denuncia dell'Avv. Massimiliano Bacillieri, responsabile dell'Ufficio legale Nazionale di FederFauna, al quale si e' rivolto la scorsa settimana P.A., commerciante di cani di Catania che in data 16/04 nel Veneziano si e' visto sequestrare il furgone ed i cuccioli che trasportava.

"Durante il trasporto di alcuni cuccioli di cane, i sig.ri P. A. e T. G. – racconta Bacillieri - venivano fermati e scortati dalla Polizia di Stato – Distaccamento Polstrada di S. Dona' di Piave e dagli Ufficiali/Agenti del Corpo Forestale dello Stato – Comando Stazione Portogruaro, presso un'area di servizio per un "normale" controllo. Gli agenti richiedevano a P. A. di favorire patente di guida e libretto di circolazione del mezzo, prontamente consegnati alle autorita'. Durante le operazioni di perquisizione del mezzo fermato - provvisto come il carico e l'autista di ogni autorizzazione prescritta e anche di dispositivi ulteriori per la garanzia del benessere animale - condotto nel mentre presso il Comando Polizia Stradale San Dona' di Piave (VE), l'agente P. M. chiedeva a P. A. di consegnare un ulteriore documento di riconoscimento con all'interno una somma di denaro pari a 1.000,00 euro. P. A., sorpreso dalla insolita richiesta, provvedeva a consegnare all'agente la sua carta d'identita', ma senza denaro all'interno. Sopraggiungeva dopo un po' F. I., Ufficiale del Corpo Forestale dello Stato, che, rivolto a P. A., affermava "Vi credevo piu' furbi voi meridionali, qualche ora prima vi sarebbe costata molto meno e sareste ora quasi a casa".

Intanto, gli agenti di Polizia procedevano con il sequestro del mezzo, dei cuccioli e di tutta la documentazione in possesso di P. A. e contattavano il Dott. G. C. del Dipartimento Veterinario dell'azienda U.L.S.S. 12 veneziana per una verifica e identificazione dei cuccioli presenti, attraverso lettura dei microchip.

Giunto sul posto alle ore 14.40 circa, il Dott. G. affermava che non vi era nulla di anomalo nello stato degli animali, ne' dal punto di vista sanitario ne' sotto il profilo della regolarita' documentale; del che redigeva rituale relazione di servizio.

Gli agenti, ritenendo sorprendentemente "poco esaustivo" l'intervento del medico veterinario, contattavano altri due medici veterinari, le Dott.sse D. E. e D. M., che si riservavano di relazionare successivamente sulle condizioni di salute dei cuccioli.

P. A. ha rifiutato in modo del tutto onesto di corrispondere quella somma di denaro richiesta dagli agenti, nonostante fosse sotto l'implicita ma concreta minaccia di ritorsione e costrizione da parte degli agenti medesimi.

Tale ritorsione si e' poi concretizzata non solo nel sequestro del mezzo di trasporto e dei cuccioli, ma anche nell'ingiustificato rifiuto da parte degli agenti di ritenere veritieri i primi accertamenti veterinari sui cuccioli al solo scopo, verrebbe da pensare, di arrecare a ogni costo un qualche danno allo stesso P. A..

Lascia oltremodo perplessi – prosegue Bacillieri - il fatto che, nonostante il primo medico veterinario avesse gia' confermato l'assenza di anomalie nel trasporto dei cuccioli, gli agenti abbiano ritenuto necessario contattare altri due medici veterinari perche' l'accertamento del primo sembrava loro (!) "poco esaustivo".

La circostanza che l'agente P. M. abbia chiesto a P. A. di favorire la propria carta d'identita', nonostante lo stesso avesse gia' prodotto altro documento idoneo, ossia la propria patente di giuda, non lascia dubbio alcuno sul fatto che quella seconda richiesta non sia stata avanzata dall'agente di Polizia per identificarlo bensi' al solo scopo di richiedere una somma di denaro per evitare spiacevoli conseguenze, abusando in questo modo della propria qualita' e dei propri poteri.

Tra i dispositivi di cui e' dotato il mezzo di P. A. vi e' un sistema di videocamere per la registrazione audio e video che potra' confermare gli accadimenti. Accadimenti per cui P. A., oltre a proporre domanda di riesame per la restituzione del mezzo e del carico, ha gia' sporto denuncia querela per tentata concussione e per ogni altro reato che l'Autorità Giudiziaria competente dovesse ravvisare nelle condotte degli ufficiali e agenti intervenuti" – conclude l'Avvocato.

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