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La Concordia è in posizione verticale

La Concordia è in posizione verticale
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LETTA, VOLTATA PAGINA,ORA IMMAGINE RESPONSABILITA’ – “Abbiamo dimostrato a tutto il mondo che gli italiani e gli amministratori pubblici italiani si assumono responsabilita’ gravose: e’ un modo per voltare una pagine dell’immagine pubblica del nostro Paese dopo l’immagine della fuga dalle responsabilita’”. Cosi’ il premier Enrico Letta, ricevendo il prefetto Franco Gabrielli a palazzo Chigi a poche ore dal recupero della Costa Concordia. “Cio’ che ci inorgoglisce di piu’, come pubblica amministrazione, e’ il modo trasparente, davanti ai media di tutto il mondo, in cui si e’ dimostrato come ci si assumono le responsabilita’. Si sono presi degli impegni, le cose sono andate bene, ma abbiamo dimostrato che gli italiani e gli amministratori pubblici italiani si assumono responsabilita’ gravose”.

 

“La rotazione della Costa Concordia e’ conclusa. La nave e’ ora appoggiata sulla piattaforma. Abbiamo segnato un punto decisivo per l’allontanamento della nave dal Giglio”. Lo afferma il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. La fiancata del lato dritto della nave e’ danneggiata. Saranno quindi necessari lavori di ristrutturazione, per poter poi montare i cassoni laterali.  

Applausi, suoni di sirena e urla dalle strade del Giglio hanno accompagnato la fine della rotazione della Costa Concordia, tornata in posizione verticale ma ancora non in linea di galleggiamento. Secondo Rainews la nave lascera’ l’isola la prossima primavera.

TECNICI, MEGLIO DI COSI’ NON POTEVA ANDARE “La fiancata della Concordia e’ molto danneggiata, ma non ci sono spaccature enormi ne’ penetrazione di roccia. Insomma, meglio di cosi’ non poteva andare”. Lo ha detto il responsabile del progetto rimozione di Costa Concordia, Franco Porcellacchia, a rotazione conclusa. “Eravamo convinti che il progetto fosse quello giusto – ha sottolineato il tecnico – ma un minimo di timore che le cose non sarebbero andate come volevamo c’e’ stato. Ora lavoreremo subito per capire gli interventi da fare. E’ ragionevole pensare di portare via il relitto entro la prossima primavera”. E ha concluso: “intanto vedremo nei prossimi giorni come si’ e’ assestata sulla piattaforma. Ma non ci sono dubbi: la rotazione e’ riuscita e quello che e’ davanti ai nostri occhi e’ piu’ che soddisfacente”.

OSSERVATORIO AMBIENTALE, NESSUNA BOMBA ECOLOGICA “Non credo che sara’ una bomba ecologica”. Lo ha detto Maria Sargentini, presidente dell’osservatorio ambientale sulla Concordia, e ha spiegato: “Siamo arrivati fino a questo punto rispettando quanto avevamo previsto: non vedo perche’ cio’ non debba valere anche per l’aspetto ambientale. Controlleremo subito lo stato delle acque e inizieremo una nuova fase”.

GABRIELLI, NON E’ ANCORA FINITA Nonostante il successo dell’operazione che ha riportato in asse la Costa Concordia, c’e’ ancora molto da fare. “Non e’ ancora finita”, ha spiegato Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. “Ora bisogna procedere alla definitiva stabilizzazione per affrontare l’inverno” e sono necessarie “attivita’ sulla fiancata” della nave, appena riportata alla luce, danneggiata dall’impatto sugli scogli. “E’ evidente che la nave fosse stata costruita bene”, ha sottolineato Gabrielli rispondendo alle domande dei giornalisti sul fatto che non si sia spaccata durante le operazioni di rotazione.

 

IL “SUCCESSO” SUI MEDIA ESTERI, “OPERAZIONE TITANICA” La rotazione riuscita della Concordia campeggia sulle prime pagine dei media di tutto il mondo: gli oltre 400 giornalisti stranieri arrivati sulle coste del Giglio per raccontare lo spettacolo tecnologico senza precedenti, hanno dato un resoconto puntuale delle operazioni (i grandi network americani con collegamenti in diretta durante tutta la giornata di ieri) e oggi esaltano il successo.

LETTA A GABRIELLI, GRANDE ORGOGLIO ITALIANO “Ho appena telefonato a Franco Gabrielli al Giglio. Gli ho detto che tutti coloro che stanno lavorando li’ sono un grande orgoglio italiano”. Cosi’ su Twitter il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

“VADA A BORDO, CAZZO!”. DENTRO IL PROCESSO: LE CARTE SEGRETE DEL NAUFRAGIO CONCORDIA

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(SEGUE – La cronaca della giornata…)

 

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LA DIRETTA DELLA GIORNATA DI LUNEDI’

CONCORDIA: GABRIELLI, PREOCCUPATI PER MOTO ONDOSO IN AUMENTO – Le operazioni di recupero della nave Concordia procedono bene, ma preoccupa il bollettino meteo che prevede un aumento del moto ondoso. “E’ in arrivo il maestrale – ha detto il prefetto Franco Gabrielli – e guardiamo con grande apprensione alle prossime ore”.

GABRIELLI: SIAMO A 8 GRADI; MOMENTO DECISIVO 20 GRADI – “Al momento siamo arrivati a 8 gradi di raddrizzamento, ma il nostro momento decisivo resta quello dei 20 gradi, rispetto ai 65 di rotazione complessiva”. Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, parlando a SkyTg24. “Quando saremo arrivati a 20 gradi di rotazione – ha aggiunto – sara’ quello il momento in cui interverranno altre forze esterne: i cassoni riempiti d’acqua e la naturale gravita’. La nostra tappa intermedia resta questa”. Il prefetto ha, poi, espresso “soddisfazione” per il lavoro progettuale, “che sta trovando riscontro”.

CONCORDIA: DISTACCO SCAFO DALLA ROCCIA POCO DOPO MEZZOGIORNO – Isola del Giglio (Grosseto), 16 set. – La nave Concordia si e’ staccata dalla roccia del Giglio poco dopo le 12. Lo ha comunicato l’ingegner Sergio Girotto. “C’e’ stata una prima fase – ha detto Girotto – dove lo scafo si e’ ripreso la sua forma iniziale, poi ha cominciato ad abbandonare il fondale dove e’ rimasto adagiato tutto questo tempo. Ora stiamo facendo le ispezioni e continuiamo con il carico di seimila tonnellate, che diminuira’ una volta che la nave sara’ posizionata sul fondale artificiale in acciaio”.

CONCORDIA ANCORA ATTACCATA A SCOGLIO  – Isola del Giglio, 16 set. – “La nave non si e’ ancora distaccata dallo scoglio, ma ha iniziato a recuperare lo schiacciamento di circa 2 metri che aveva subito in questi mesi”. Lo ha detto l’ingegnere Sergio Girotto, uno dei responsabili del recupero, parlando a SkyTg24. “Tutti i numeri che ci aspettavamo sono confermati – ha aggiunto – e quindi tutto procede regolarmente. La nave comincia a rispondere, anche se il vero e proprio momento del distacco, non c’e stato ancora. Il relitto sta riprendendo la sua deformazione subita, direi con un raddrizzamento di 2 gradi e mezzo”.

LO SCAFO INIZIA A RUOTARE VERSO L’ALTO – La Concordia inizia a ruotare verso l’alto. Lo documentano le immagini televisive che hanno rilevato come una parte dello scafo prima, sommerso dalle acque e dunque arrugginito, ora e’ sopra il livello del mare. Si calcola una rotazione da 1 a 3 gradi e una emersione di circa un metro, ma si tratta di dati approssimativi in quanto la distanza dal punto di osservazione e’ cospicua. Resta, pero’, il dato acquisito che la nave ha iniziato il lento processo per tornare in asse.

 

REALACCI, COSTI RIMOZIONE E DANNO A CARICO COSTA – “Importante che, come assicurato dal prefetto Franco Gabrielli, la collaborazione con la Costa abbia assicurato che i 600 milioni di euro necessari al recupero e alla rimozione in sicurezza del relitto della Concordia siano totalmente a carico della compagnia. E’ chiaro che, come sottolineato anche dal ministro Orlando, si aprira’ anche la questione del danno ambientale e dei costi necessari al ripristino dello straordinario ecosistema del Giglio e che anche questi debbano essere a carico della compagnia e non dei cittadini. Il recupero e la rimozione della Costa Concordia e’ un’operazione senza precedenti, da far tremare le vene e i polsi, ma puo’ essere anche un’occasione di riscatto per il Paese che ha gli occhi del mondo puntati addosso”. Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, in collegamento da Uno Mattina commentando l’inizio delle operazioni di parburckling della Costa Concordia.

ORLANDO, CI SONO CONDIZIONI PER RICHIESTA DANNI – “Credo che ci siano tutte le condizioni per una richiesta danni ambientali”. Cosi’ il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, a margine di un incontro in Bocconi, sulla possibilita’ che il ministero, dopo aver accertato i danni provocati dal naufragio della Concordia, avanzi una richiesta di risarcimento. “L’impatto ambientale – ha detto Orlando – lo dovremo vedere quando il relitto sara’ rimosso. Faremo in modo, e il ministero fara’ tutti i passi necessari, perche’ questa quantificazione sia completa e comprenda anche un’analisi di cio’ che e’ avvenuto nei fondali nel momento in cui, speriamo al piu’ presto possibile, il relitto sara’ rimosso”. Per quanto riguarda le operazioni di ‘raddrizzamento’ della Concordia, il ministro spiega: “E’ la prima volta che si realizza un’opera di questo tipo. Credo che si siano fatti tutti i passi necessari, assunte tutte le precauzioni e mobilitate tutte le intelligenze e le risorse necessarie per affrontare una sfida cosi’ importante”. Naturalmente, aggiunge il ministro, “essendo la prima volta che si realizza un’operazione del genere nella storia della marineria sappiamo cosa avverra’ soltanto dai modelli matematici e non dalla realta’ fattuale”. In ogni caso, conclude Orlando, “non si e’ badato ne’ a spese ne’ ad attenzioni ne’ ad approfondimenti per fare in modo tale che il rischio sia limitato al minimo”.

SCAFO ‘IMBRAGATO’ DA 36 CAVI DI ACCIAIO – La nave Concordia e’ ‘imbragata’ con 36 cavi di acciaio con un tiro iniziale di 60 tonnellate. Ogni incremento di tiro equivarra’ a circa 10 tonnellate. Il primo movimento dovrebbe verificarsi entro pochi minuti, che sara’ monitorato con le apparecchiature e per mezzo di telecamere subacquee. Per riportare in piedi lo scafo i cavi dovranno essere tirati circa 21 metri, 3,5 metri per ogni ora in modo da effettuare un’azione costante ma non pericolosa per la struttura della nave.

TECNICI, INIZIATA OPERAZIONE ROTAZIONE – L’operazione della rotazione del relitto della nave Concordia, e’ iniziata alle nove. Lo ha detto l’ingegner Sergio Girotto, project manager del progetto, alla conferenza stampa indetta per l’annuncio di avvio dei lavori. “Vi confermo – ha spiegato l’ingegnere Franco Girotto – che le operazioni di sono iniziate alle 9. Sono state completate tutte le verifiche preliminari ed ora abbiamo iniziato il tiro con i martinetti. Si parte da 2mila tonnellate con un incremento di 200 tonnellate. Un primo risultato si dovrebbe avere intorno alle 4mila tonnellate”. Sulla plancia di controllo vi sono 11 tecnici, tra cui un ingegnere tedesco donna, che ha curato la parte elettronica.

GIROTTO, 6-7 ORE PER METTERLA IN POSIZIONE – “Saranno necessarie 6-7 ore per rimettere la nave in posizione”. Lo ha detto l’ingegnere Sergio Girotto, parlando a Sky Tg24. “Il resto del tempo – ha spiegato il tecnico – sara’ dedicato alle verifiche. Nella prima fase – ha spiegato – dovremo verificare la rispondenza tra le forze in campo e la risposta dello scafo. Durante le prove la Concordia si e’ mossa di circa 10 centimetri, ma non si e’ staccata dalla roccia. Il distacco e’ uno degli elementi piu’ incerti, anche se la fase critica e’ tutta l’operazione in se’”.

CONTROL ROOM POSIZIONATA, A BREVE VIA OPERAZIONI – La control room e’ stata posizionata nel luogo previsto e, tra breve, dovrebbero iniziare le operazioni di raddrizzamento della nave Concordia. “Si stanno ultimando i collegamenti – ha spiegato l’ingegnere Sergio Girotto, project manager del progetto – e tutto e’ assolutamente nella norma. La sequenza di preparazione e’ stata rispettata e non ci sono problemi. E’ tutto regolarissimo”.

GABRIELLI, SOLO RITARDO OPERATIVO – “Non c’e’ alcuna modifica delle procedure, nessuna complicazione di carattere tecnico, ma solo un ritardo operativo oggettivo dovuto alle condizioni meteo di questa notte, che hanno impedito alcune manovre”. Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile durante la conferenza stampa dove e’ stato annunciato il cambio di programma.

OPERAZIONI RECUPERO SLITTA DI ALMENO DUE ORE – Le operazioni di recupero della nave Concordia inizieranno con almeno due ore di ritardo a causa del maltempo. Lo ha comunicato il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli. Il violento temporale che ha interessato l’isola del Giglio durante la notte non ha permesso l’installazione dei mezzi operativi, tra cui la chiatta dove si trova la control room. La piu’grande operazione di recupero navale di tutti i tempi, che doveva essere avviata, alle sei di questa mattina, subira’ uno slittamento che, pero’, non pregiudichera l’intera operazione che dovrebbe durare circa dodici ore. La zona intorno alla nave e’stata interdetta alla navigazione, mentre lo spazio aereo sara’ chiuso al volo.  

Costa crociere (3)

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TENTATIVO UNICO AL MONDO – Si tratta di una prima assoluta: mai infatti al mondo è stato messo in atto un simile tentativo. La fase che comincerà domani, detta parbuckling, è quella più delicata di tutto il progetto di recupero della nave naufragata al Giglio. Un progetto che ad oggi ha già richiesto un investimento di 500 milioni di dollari. Il parbuckling, letteralmente il ribaltamento del relitto o rotazione in assetto verticale, dovrebbe durare tra le 12 e le 24 ore, ma non è affatto escluso che l’intera operazione possa richiedere alcuni giorni, in quanto ogni movimento dovrà essere molto delicato e soggetto ad un costante controllo: è necessario infatti compensare al meglio le forze per far ruotare il relitto senza, tuttavia, deformare lo scafo.

Sul sito creato ad hoc dal Consorzio italo-americano formato dalla Titan Salvage e dalla Micoperi (le imprese scelte da Costa Crociere) si sottolinea che la rotazione avverrà grazie a martinetti idraulici (gli strand jacks) che metteranno in tensione cavi di acciaio fissati alla sommità dei nove cassoni centrali e alle piattaforme sulle quali andrà ad appoggiare il relitto dopo il suo raddrizzamento. Il falso fondale su cui poggerà la Concordia – creato per riempire il vuoto tra i due speroni di roccia, uno a poppa e uno a prua, che attualmente sostengono la nave – è stato realizzato posizionando dei sacchi (i grout bags) che sono stati poi riempiti di una speciale malta cementizia. Le grout bags sono dotate di occhielli in modo da poter essere recuperate e rimosse durante la fase di bonifica a lavori ultimati.

Sui sacchi di cemento sono poi state posizionate sei piattaforme, tre di grandi dimensioni e tre più piccole: per inserire i piloni nel fondale di granito stata fatta una trivellazione del diametro di due metri con un sistema a circuito chiuso, per non disperdere i detriti in mare. Quando la nave avrà recuperato il suo assetto verticale, la Concordia poggerà sul falso fondale a 30 metri di profondità. Solo allora si passerà alla fase successiva: l’installazione sul lato di dritta (quello attualmente sommerso) di quindici cassoni di galleggiamento, gemelli di quelli già saldati sul lato sinistro del relitto. Per mezzo di un sistema pneumatico, i cassoni sui due lati verranno progressivamente svuotati dall’acqua e forniranno la spinta necessaria a far rigalleggiare la Concordia. Terminata l’operazione, la parte che rimarrà sommersa sarà di circa 18 metri.