Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Coop rosse, Bobo Craxi: “Attacco politico contro D’Alema”

Coop rosse, Bobo Craxi: “Attacco politico contro D’Alema”

Coop rosse, Bobo Craxi: “Attacco politico contro D’Alema”
craxi renzi d’alema ape
INTERVISTA/ “Si sta sfruttando la situazione per dare addosso all’unica personalità attorno alla quale era, o è ancora, possibile ricostruire un’area di dissenso nei confronti della situazione attuale”. Bobo Craxi dice la sua sull’inchiesta di Napoli sulla Cpl Concordia e su quanto detto (e scritto) a proposito di Massimo D’Alema

“Si sta sfruttando la situazione per dare addosso all’unica personalità attorno alla quale era, o è ancora, possibile ricostruire un’area di dissenso nei confronti della situazione attuale”. Bobo Craxi dice la sua sull’inchiesta di Napoli sulla Cpl Concordia e su quanto detto (e scritto) a proposito di Massimo D’Alema.

Bobo Craxi, che idea si è fatto dell’inchiesta della procura di Napoli e delle notizie dei legami tra il manager della Cpl Concordia, Francesco Simone, e Massimo D’Alema?

C’è una sproporzione tra quello che c’è nell’inchiesta e quello che si sta dicendo su D’Alema. Potrei dire la stessa, anche se in forme minori, per quello che è accaduto verso di noi. Però insomma, me ne faccio una ragione. Non è la prima volta che accade una cosa del genere e non sarà certo l’ultima.

Crede che si sia esagerato un po’ nei confronti di qualcuno?

Nei confronti di D’Alema certamente. E anche se non penso che dietro ci sia un intento o una ragione politica capisco la ragione politica di questo attacco. Ho fatto questo mestiere per tanti anni e so come funziona.

Quale potrebbe essere questa ragione politica?

In realtà è una duplice ragione. In primo luogo si attacca una personalità che incarna la Politica con la P maiuscola, grazie alla sua autorevolezza e la voglia di contare in un mondo in cui i politici veri sembrano non contare più nulla. In secondo luogo si attacca una personalità che ha assunto un atteggiamento critico nei confronti del nuovo equilibrio democratico.

E’ stato scritto del suo legame con Francesco Simone. Qual era il vostro rapporto?

Simone è stato a lungo un compagno politico e un collaboratore che una decina di anni fa ha deciso di intraprendere una strada privata lavorando con una delle più antiche coop del nostro Paese. Poi è finito nelle maglie della magistratura ma questo, al di là di quello che accadrà, è un problema personale e non collettivo.

Pensa che i rapporti di Simone con la politica lo possa aver aiutato nei suoi affari?

Simone era il responsabile istituzionale della Cpl Concordia. Il suo ruolo era proprio quello di avere rapporti istituzionali quindi è normale che conoscesse le istituzioni. Sarebbe come lavorare alla cronaca sportiva e non conoscere i giocatori di calcio.

La conoscenza tra Simone e D’Alema potrebbe essere avvenuta ai tempi del governo Prodi quando lei era sottosegretario agli Esteri?

No, lo escludo totalmente. Penso si siano conosciuti in occasione della campagna elettorale del partito di D’Alema il quale, ci tengo a sottolinearlo, con la vicenda di Ischia non c’entra nulla.

Insomma, è stata tutta una strategia politica quella di tirare in ballo D’Alema?

Non dico che ci sia dietro una strategia. C’è in atto un tentativo di seppellire il vecchio e si usa qualsiasi mezzo per riuscirci. Semplicemente è stata sfruttata la situazione contro l’unica personalità attorno alla quale era, o è ancora, possibile ricostruire una qualche area di dissenso nei confronti della situazione attuale. C’è un vecchio rancore mai sopito nei confronti di chi è stato potente negli ultimi 15 anni. Io non sono dalemiano, ho collaborato con lui al ministero degli Esteri in modo molto positivo. Grazie a noi e al nostro lavoro l’Italia ha ottenuto l’Expo di Milano. Poi ci sono stati dissensi su tante altre cose come per esempio gli atteggiamenti tenuti dal Pci prima e dai Ds poi negli anni di Tangentopoli. Però non mi piace questo tentativo, peraltro abbastanza vigliacco, di colpire un uomo politico che ormai si trova già fuori dalle stanze del potere.

@LorenzoLamperti