I giudici del Tribunale di sorveglianza di Milano si sono riservati di decidere sulla richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa di Fabrizio Corona. Il sostituto pg Giulio Benedetti ha espresso parere contrario alla concessione dei domiciliari o all’affidamento a una comunita’ terapeutica dell’ex ‘fotografo dei vip’ nell’udienza che si ei’ tenuta al piano terra del Palazzo di Giustizia. Fuori dall’aula erano presenti numerosi fan di Corona che nelle settimane scorse avevano chiesto la grazia all’allora presidente Giorgio Napolitano. La decisione dei giudici arrivera’ nei prossimi giorni.
I fan fuori dall’aula, “pronti a scendere in piazza” – “Se non lo liberano scendiamo in piazza”. “Che Dio lo aiuti, sto male io all’idea di quest’attesa per sapere se verra’ scarcerato, figuriamoci lui”. “Due anni in quel carcere (Opera, ndr) ne valgono il doppio, chissa’ come sta male”. Sono voci raccolte tra il ‘popolo’ di Fabrizio Corona, i suoi sostenitori che stamattina si sono dati appuntamento al Palazzo di Giustizia di Milano per sostenere l’ex fotografo nella battaglia per ottenere la scarcerazione. Quando Corona e’ uscito dall’aula ed e’ salito sull’auto della polizia penitenziaria per essere riportato in carcere, alcune persone lo hanno applaudito e incitato. Per i fan, la pena che deve scontare e’ “ingiusta” ed “e’ gia’ stato troppo tempo in carcere”.
Legale, il nuovo Presidente gli dia la grazia – “Chiederemo al nuovo presidente della Repubblica di darci una mano per la grazia a Fabrizio”. L’avvocato Ivano Chiesa preannuncia che anche il successore di Giorgio Napolitano verra’ investito della questione relativa alla grazia per Fabrizio Corona, condannato a 9 abbi e 8 mesi di carcere per una serie di reati. Nel dicembre scorso, l’ex fotografo aveva chiesto al capo dello Stato la grazia parziale. Al Quirinale viene chiesto di intervenire per rimuovere dal cumulo di condanne a 9 anni i 5 legati all’estorsione aggravata ai danni del calciatore David Trezeguet. L’obbiettivo della grazia parziale e’ proprio quello di affrancare Corona da questo reato che gli preclude l’accesso all’affidamento terapeutico. “Non voglio scappare – aveva fatto sapere l’ex ‘re’ dei paparazzi – voglio scontare la mia condanna”. Se la grazia venisse concessa, Corona potrebbe chiedere l’affidamento in prova con un percorso terapeutico per scontare la parte rimanente delle pene detentive. “Tutti le persone che ho incontrato in questi mesi sono a favore della grazia – ha detto l’avvocato Chiesa – Corona e’ un bravo ragazzo che deve scontare una pena da criminale. Sto pensando anche di presentare un’istanza di revisione per la sentenza di condanna a 5 anni. E’ una sentenza sbagliata, quella non fu un’estorsione, fare delle foto in mezzo alla strada a un personaggio pubblico come Trezeguet non puo’ essere una violazione della privacy”.
“La sua pena è quasi come quella di Stasi” – “Corona e’ molto provato, mettetevi nei panni di un uomo che una pena a 14 anni di carcere (ndr, poi ridotti a 9 anni e 8 mesi), quasi come quella a 16 anni di carcere inflitta ad Alberto Stasi per uno degli omicidi piu’ efferati degli ultimi anni”. L’avvocato Ivano Chiesa, uno dei legali dell’ex ‘fotografo dei vip’, propone questo paragone per sottolineare quella che, a suo avviso, e’ un punizione troppo severa e “ingiusta” per il suo assistito. “La Cassazione dice che e’ un “soggetto pericoloso? Io non sono d’accordo. Nella mia esperienza di penalista – afferma il difensore – i soggetti pericolosi sono ben altri. Ho preso 12 anni di carcere per una persona trovata con 60 kg di cocaina…Corona e’ un ragazzo sensibile, che oggi in aula ha mantenuto un comportamento irrepresensibile coi giudici, al contrario di altre volte. E’ un galantuomo, vuole comunque scontare la sua condanna, ma in carcere o in comunita’”. Quanto all’affetto mostrato dai fan presenti in Tribunale, il legale ha detto: “Sapere di essere cosi’ benvoluto gli da’ la spinta per andare avanti”.

