Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Coronavirus. Italia numero uno per il lockdown, una storytelling solo per noi

Coronavirus. Italia numero uno per il lockdown, una storytelling solo per noi

Poche idee nel Governo che chiede alle banche ‘un atto d’amore’

Coronavirus. Italia numero uno per il lockdown, una storytelling solo per noi
Giuseppe Conte a Milano

Nessun dubbio, l’Italia è stato il Paese che meglio ha saputo chiudere i propri confini per difendersi dal Coronavirus. Nel chiudere le porte e mettere tutti a casa siamo stati i numeri uno. Questa è la verità ed  è anche l’unica percepita negli Stati Uniti.

‘Che il mondo ci ammiri per quello che stiamo facendo’ così come il Governo sta vendendo il suo operato è invece qualcosa di abbastanza lontano dalla realtà.

Coronavirus. Per chiudere il Paese l’Italia numero uno

Sicuramente è vero che, quando la pandemia cominciava a crescere negli States, il modello blindato del nostro Paese è stato più volte citato nei briefing alla stampa ,sia da Donald Trump che da Anthony Fauci, lo scienziato della task force della casa Bianca.

E un motivo di queste caute citazioni era, probabilmente, la necessità di convincere gli americani che il problema era serio e che si sarebbe potuto risolvere solo con un totale ‘lockdown’.

Anche perchè gli americani sono obbedienti ma non amano piegare la testa su tutto quello che dice il Governo. Cantano meno dai balconi ma vanno in piazza a protestare molto più facilmente, così come stanno facendo adesso in tutti gli Stati obbligando i Governatori ad allentare le misure e a farli tornare al lavoro.

E ricordare l’Italia è servito a Trump per dichiarare soddisfatto che gli aiuti americani , e non solo quelli di cinesi e russi, sarebbero arrivati al nostro Paese.

E fine del discorso.

Lo storytelling di un ‘ Modello Italia’ invidiato ed esportato nel mondo è un qualcosa che è rimasto, probabilmente, solo nei ‘desiderata’ di alcuni esponenti del Ministero della Salute Italiano,  con il testa il Ministro Speranza, e il Presidente  dell’Istituto Superiore della Sanità,Silvio Brusaferro.

Nel bel mezzo della pandemia, che negli Stati Uniti ha fatto più morti che nel Vietnam, a nessuno è venuto più in mente di citare l’Italia che, in quanto a misure drastiche di chiusura, è stata seconda solo alla Cina e alla sua dittatura.

Il nostro mantra è stato sempre ‘state a casa’, ‘fino a quando non si sa’, ‘come sopravviverete dopo non si sa’ ma ‘state a casa’.

Adesso che siamo alla fase 2 non solo in Italia ma anche negli Stati Uniti, quella in cui bisogna salvare e far ripartire le economie, il nostro modello è scomparso dai radar.

Coronavirus.Per chiudere il Paese l’Italia numero uno

Anzi l’Italia viene spesso citata, e non solo dal New York Times, ma pure dall’ Associated Presse come esempio da non copiare. L’Harvard Business Review ha fatto uno studio in cui il modello Italia puo’ essere preso ad esempio ma solo per evitare di commettere gli stessi suoi errori.

Nessuno ha chiuso come abbiamo fatto noi le attività produttive, nessuno ha deciso di bloccare le passeggiate nel cortile di casa come abbiamo fatto noi, nessuno ha colpito le poche aziende che si sono reinventate per produrre mascherine con un decreto a prezzo politico che di fatto le ha buttate fuori dal mercato. Nessuno ha soffocato con pennellate di burocrazia al cubo tutto quello che avrebbe dovuto essere deciso in tempi rapidissimi.

Ma come farebbe un Governo a copiare le misure di ripresa dell’economia del nostro Paese che sono ritenute da molti giornali di peso americani, Washington Post, Cnbc, NPR,non convincenti?.

Senza parlare dell’approccio economico. Il sistema bancario italiano si è dimostrato per il momento molto restio a dare prestiti a pioggia costringendo il Premier Giuseppe Conte a un appello suonato improprio, se non proprio ridicolo :‘ le banche devono fare un atto d’amore’.

Ma qualcuno si puo’ immaginare queste parole nella bocca di Donald Trump?.

Assolutamente inimmaginabili. Qui il Presidente, pur con i tanti errori e omissioni che ha fatto, ha in una settimana bloccato tutti i voli da e per il Paese, convinto il Congresso a licenziare un piano di aiuti da 3 bilioni di dollari, ha rispolverato una legge di guerra, il Defense Protective Act, per obbligare le imprese a riconvertirsi e a produrre sistemi sanitari utili all’emergenza.

I soldi sono arrivati nelle tasche dei lavoratori disoccupati, oltre 27 milioni solo quelli ufficiali, e non si è sentito che il sito del Ministero del Lavoro americano si fosse bloccato per le troppe richieste come invece è successo all’Inps.

E alle imprese? Poco o nulla è arrivato. Svizzera e Germania potrebbero essere si prese a modello, non certo l’Italia.

L’Italia probabilmente avrà un altro record, quello delle task force infarcite di grandi professori. Negli Stati Uniti ne hanno create solo un paio formate da numeri uno quali Jeff Bezos di Amazon, Mark Zuckenberg di Facebook  ed Elon Musk di Tesla, solo per capire la differenza.

E speriamo invece che il nostro Paese non diventi il modello mondiale di come portare una sesta potenza industriale al mondo al totale default.