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Coronavirus, “traditori” i medici no vax? “Meglio l’appello gentile del Colle”

La lettera di Luciano Cifaldi, oncologo e segretario Cisl Medici Lazio che replica alle accusa di diserzione per i medici che non vogliono vaccinarsi

Coronavirus, “traditori” i medici no vax? “Meglio l’appello gentile del Colle”
mattarella

Caro Michele Serra,
Il 26 marzo lei ha pubblicato sul quotidiano per il quale lavora un articolo “Rivoluzionari a costo zero” dove accusa di diserzione i medici che non vogliono vaccinarsi. Peró, simpaticamente, mi permetto di usare il “tu” così forse riesco ad essere più diretto. Michè mannaggia a te. Una vita che ti seguo, spesso apprezzo l’arguzia dei tuoi ragionamenti, e poi mi scivoli su quel tuo “Rivoluzionari a costo zero” dove accusi di diserzione i medici che non vogliono vaccinarsi. E li accusi pure di “indossare a tradimento una uniforme che non è la loro“.

Michè se ci ritieni indegni di indossare il camice bianco nel servizio sanitario nazionale forse non hai capito che più si indebolisce il servizio pubblico e più i cittadini devono mettere le mani nel proprio portafoglio per pagarsi quella sanità privata che non è proprio nella disponibilità economica di tutti. Michè, ma proprio tu, che hai avuto un passato nei radicali e negli antiproibizionisti, mi diventi paladino di una campagna non di informazione ma di coercizione e di imposizione arrivando a scrivere che i medici se ne stanno col culo al caldo a spillare lo stipendio ad un padrone, lo Stato, che dimostrano di disprezzare?

Michè, allora mi preoccupo, ma mi preoccupo per te non per me. Perchè vedi Michè sarebbe facile dirti che io, da medico del servizio sanitario pubblico, non ho un “padrone” come scrivi tu ma un datore di lavoro al quale sono legato da un contratto. E bada Michè che non sto parlando di dovere professionale, di deontologia e di etica perchè queste cose fanno parte della mia vita quotidiana e di quella della stragrande maggioranza dei medici che conosco.

La questione è un’altra Michè. Io non piego l’etica alla rivoluzione perchè in ogni rivoluzione c’è chi perde la testa ghigliottinato. Io la rivoluzione proprio non la voglio fare perchè, credimi, non c’è n’è bisogno. La stragrande maggioranza dei medici che conosco sono vaccinati e anche il sottoscritto si è vaccinato. Avevo molti dubbi Michè ma una sera ho sentito in televisione l’appello all’etica professionale fatto da un Signore coi capelli bianchi che fino al prossimo anno, e purtroppo solo fino al prossimo anno, abiterà in un palazzo che i romani definiscono il Colle.

Michè quel Signore, e lo scrivo in maiuscolo perchè lo riconosco tale al di là del ruolo istituzionale che ricopre, mica ha urlato, mica ha minacciato, mica ha dato del traditore o del vigliacco ai camici bianchi che non si vaccinano. No Michè, quel Signore si è appellato alla deontologia e al buon senso.

(Segue…)
*BRPAGE*

Michè, il giorno dopo, pur con qualche dubbio residuo, ho dato la mia disponibilitá a vaccinarmi. E l’ho fatto. Peró, vedi Michè, non è che noi camici bianchi, che continuiamo a pagare un prezzo molto alto in termini di vite umane, possiamo accettare di essere trattati come deiezioni oppure essere definiti eroi quando andiamo in prima linea a combattere il virus indossando mascherine fasulle, inutili, taroccate. Vedi Michè, io continuo a fare il medico con passione nonostante percepisca che il clima verso i camici bianchi è cambiato davvero, e in peggio purtroppo. Dalle aggressioni fisiche alle aggressioni epistolari di chi, come te Michè, potrebbe usare meglio quel ruolo di opinionista che ti sei costruito nella tua lunga carriera. 

Informa Michè, convinci gli scettici, argomenta, non ridurti ad appellare noi medici in maniera inutilmente offensiva. Michè per queste cose bastano i saputelli e i prezzemolini televisivi che dicono tutto e il contrario di tutto. E comunque Michè tu hai scritto “l’elogio dell’interismo sereno e mai rassegnato”, io sono interista, sono sereno ma non mi rassegno quando leggo le cosacce che in questo periodo anche le migliori menti scrivono su noi medici. Non volermene Michè. Io continueró a leggerti, magari un pochino meno, perchè sono convinto che hai giá superato il momento di disagio e di rabbia che ti ha portato a scrivere quelle cose.”

*Oncologo e segretario generale Cisl Medici Lazio