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Coronavirus, ultima chiamata

Coronavirus, ultima chiamata
Coronavirus

Non può finire così
la nostra civiltà,
per mano di questi tiranni del mondialismo
assetati di profitto
nemici di ogni libertà
assassini seriali di Costituzioni e Trattati Internazionali,
tanto barbari e feroci
da incarcerare i bambini
terrorizzare gli anziani
e condannare milioni di cittadini alla miseria.

Qualcuno si illude che ancora esista un’opposizione.
A governarci, invece, è una banda di Giuda
che ha venduto il proprio popolo per trenta denari.

L’isolamento e il distanziamento sociale limitano lo scambio di idee
e scoraggiano i movimenti di protesta.
Perciò i maggiordomi del potere finanziario,
con il pretesto del covid,
eliminano qualsiasi luogo e occasione di incontro.
I lacchè della cupola massonica ricorrono a qualunque mezzo
pur di impoverire, umiliare e asservire l’Occidente.
Quando bar ristoranti discoteche
palestre stadi piscine
alberghi stabilimenti balneari piste da sci
cinema teatri sale da concerto
musei e chiese
avranno chiuso per sempre,
non avremo più un posto dove ritrovarci.
Al massimo potremo andare a mangiare da McDonald’s.
Perché dopo aver spolpato i cadaveri delle piccole imprese, 
e fagocitato l’identità italiana,
le multinazionali spazzeranno via
anche la nostra nobile tradizione culinaria.

Se impongono il lavoro agile
e insistono sull’insegnamento a distanza
non è esclusivamente per venderci i loro computer,
ma perché il compagno di scuola e il collega d’ufficio
in futuro dovranno sparire.

Intanto le mascherine servono da museruole,
per azzerare l’empatia
neutralizzare l’espressività
bloccare i sorrisi
strozzare il respiro
impedire la parola
deprimere l’umore
cancellare l’identità dei volti
ammalarci di anidride carbonica
e inibire nei fanciulli un corretto sviluppo cerebrale.

La dittatura globale decide dove, come, quando, con chi
e che cosa dobbiamo fare.
Moderni despoti stabiliscono quante persone
possiamo invitare in casa nostra.
Con la psicosi del contagio,
minano persino i rapporti famigliari e di amicizia.
Allo scopo di dividerci,
hanno instaurato un clima di terrore, repressione, diffidenza, sospetto.
E alimentano la vile pratica della delazione.
Non cadiamo in questa trappola.
Restiamo uniti, se non vogliamo che una cortina di solitudine
e disperazione
soffochi l’Italia.

Arte letteratura filosofia musica e scienza onesta
rendono l’uomo superiore alla bestia.
Lottiamo per riprendere in mano le redini delle nostre vite
il diritto al lavoro
il futuro di figli e nipoti
la cultura che ha reso grande l’Italia.

Ribelliamoci alle menzogne mediatiche.
Opponiamoci a misure da Stato di Polizia.
Occorre reagire ai soprusi, all’arbitrio,
all’arroganza di amministratori che ci hanno scambiati
per pecore, schiavi o burattini.
È giunta l’ora di imboccare la strada della disobbedienza civile.

Con orgoglio, coraggio e determinazione,
siamo pronti ad adire le vie legali
per punire i traditori della Patria,
colpevoli di aver prima distrutto la Sanità Pubblica
e poi disintegrato l’economia del Paese.
A chiedercelo è la Storia.