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Coronavirus, Francia e Germania usano il cocktail di vaccini

Nei due paesi chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca, al momento sospesa, riceverà Pfizer o Moderna. Buoni risultati su HIV,Ebola e tubercolosi

Francia e Germania lo hanno deciso: chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca, al momento sospesa, riceverà Pfizer o Moderna. Il cocktail di farmaci non è una novità perchè già sperimentato con successo contro l’HIV, la tubercolosi, l’Ebola o l meningite. Molti esperti sono convinti che il mix di dosi renderà maggiormente flessibile la strategia globale di vaccinazione. L’Università di Oxford è la più impegnata nella miscelazione di diversi vaccini. Il professore di vaccinologia di Oxford Matthew Snape è il principale responsabile di questo studio “Se riuscissimo a dimostrare che queste combinazioni danno una buona risposta immunitaria si garantirebbe a più persone di completare il ciclo in minor tempo”.

Il problema però è il tempo che non c’è. Per ottenere questo risultato Snape intende reclutare 1.050 persone sopra i 50 anni, non ancora vaccinate o con solo una prima dose. I volontari testeranno le possibili combinazioni e si avranno i risultati in estate. Anche AstraZeneca ha iniziato la sperimentazione con l’Istituto Gamaleya, l’ente statale russo che ha creato Sputnik V. Il trial utilizzerà volontari provenienti dalla Russia, Bielorussia e Azerbaigian. Però molti Stati non possono permettersi di aspettare così a lungo e hanno deciso di partire senza molte sperimentazioni. La prima è stata la Francia, che inietterà Pfizer o Moderna agli under 55 anni che hanno ricevuto AstraZeneca. Ben mezzo milione di francesi.

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Stesso approccio in Germania che userà questo mix su oltre due milioni di tedeschi. Le due decisioni non sono state appoggiate dall’OMS che ha raccomandato maggiori studi al proposito. Su queste scelte il problema maggiore secondo i medici è che per determinare l’intercambiabilità, l’antigene deve essere lo stesso o molto simile e la tecnologia deve essere uguale. Con il primo non c’è problema in quanto tutti i vaccini mirano allo stesso target, le spicole sulla loro superficie che il Coronavirus utilizza per attaccarsi alle cellule umane. Il secondo è più complicato: il vaccino di Oxford utilizza un vettore virale come mezzo per raggiungere la cellula, quello di Moderna e quello di Pfizer sono costituiti da RNA messaggero e quello di Novavax è il primo a base di proteine ​​modificate. Il vaccino russo Sputnik V potrebbe aiutare perchè ha una formulazione speciale. 

Ma in ogni caso l’urgenza di vaccinare il più possibile al momento sembra privilegiare il rischio contenuto. “Finché ogni vaccino è stato determinato per essere sicuro in uno studio indipendente, non vi è alcun rischio nel combinarli. In teoria, poiché l’unico componente comune è la proteina S (a spicola), dovrebbe solo aumentare l’immunità contro di essa “, dicono molti ricercatori. Tutti sperano che abbiano ragione.