Le nostre difese immunitarie non distinguono il virus che si replica e ti uccide, da uno morto, che non si replica
Proprio oggi, 2/12/21, avendo trovato chiuso l’unico ristorante all’aperto per no-tessera nazista, dove mi recavo per tener su di morale tanti operai infreddoliti, poveracci ma coltissimi e documentati sulle cavolate di Speranza e CTS, ho detto alla moglie, abituata dal nostro primo incontro, alla mia abitudine a scherzi e ironia (le feci la domanda di matrimonio, in carta bollata, con tanto di curriculum): “Dove saranno i nostri amici commensali? Magari al caldo! Così proveranno la fatica in più a masticare, senza l’aiuto del freddo che fa battere i denti senza fatica! Ah, che idea geniale m’è venuta! Se riuscissi a liberarmi da un po’ d’impegni, aprirei nei saloni della nostra casa di campagna un Ristorante no-tessera! Servirei piatti tipici regionali e piatti internazionali! Sai quanti clienti!”
Per verificare se davvero fosse un’idea originale, ho voluto controllare su Internet. Quanti geni, in Italia! Lo Stivale è pieno di Ristoranti NO-GREEN PASS! Città per città, nome del ristorante, indirizzo, numero telefonico! Ho trovato, però, anche una voce in cui si dice che l’elenco è una bufala. Dimostrazione: hanno telefonato e dall’altra parte sono caduti dalle nuvole! Discorso chiuso, allora? Lo Stivale pieno è solo una trovata pubblicitaria o uno scherzo di pessimo gusto?
Non so come si metteranno le cose nei prossimi giorni, con altre restrizioni e i carabinieri pronti a controllare che in una casa non ci siano due famiglie non parenti, che mangiano nella stessa stanza o addirittura allo stesso tavolo, altrimenti fanno trattoria. Per ora mi sembra ovvio che se uno telefona chiedendo “Scusi, è vero che da voi si può mangiare, senza avere il green pass?” Quelli pensano subito “Che cretino Figliuolo!” e rispondono “Scusi, maresciallo, mica siamo matti noi!”
Esco dal dilemma se sia vera o no, la storia dei ristoranti fuori legge, grazie al parente stretto di Oliver Hardy, sua fotocopia. Il giornalista Alain Friedman, sosia di Ollio, anche nelle espressioni, specialmente quando sbarra gli occhioni, indisposto o meravigliato da un ragionamento che lui giudica demenziale, ha raccontato scandalizzato: “Sono entrato in un ristorante e non mi hanno chiesto il green pass! Allora ha insistito per fargliela vedere e quelli non hanno voluto vederla!”
Dulcis in fundo: Matteo Bassetti, il duro della Sacra Quadrimurti, ha cominciato ad aprire gli occhi. Ha detto, riferendosi a Speranza: “Siamo messi proprio male, poveri noi… “. Ci ha messo due anni! Poveri noi, siamo messi proprio male!
Un’ottima notizia per Bassetti e per quanti, anche recentemente su questo giornale, hanno inutilmente cercato di far capire agli ottusi che non hanno voluto iniettarsi varie dosi di “non-vaccini”. La francese Valneva ha prodotto, finalmente, un vaccino che sia davvero vaccino: contiene il virus morto, cioè inattivato. Le nostre difese immunitarie non distinguono il virus che si replica e ti uccide, da uno morto, che non si replica. Reagiscono producendo anticorpi che eliminano, in questo caso i virus Sars-Cov-2 sia inattivi, sia attivi. La meraviglia del nostro corpo è che resta la memoria dei virus uccisi e questa è la spiegazione per il non reinfettarsi.
Ci si dovrebbe aspettare un atto d’umiltà da parte di chi, con maggiore o minore garbo, ha cercato di spiegare ai “pazzi”, “ignoranti”, “trogloditi”, “untori”, “parassiti”, “delinquenti”, ecc… ecc… che è la Terra a girare attorno al Sole.
Purtroppo per i più scalmanati lapidatori degli irresponsabili, il parallelismo con la storia di Copernico e Galileo avrà ben altra interpretazione: quelli che hanno posto su un intoccabile altare religioso i falsi vaccini sinora inoculati, equivalgono all’antico volgo antigalileiano che inneggiò alla condanna dell’Inquisizione, rappresentata oggi, con la stessa arroganza, da Bassetti&C. Oltre che dal loro apripista Speranza!

