Non si placano le critiche sul ministro della Salute Roberto Speranza. A passare all’attacco stavolta è Primo Mastrantoni, segretario Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, che risponde alle affermazioni del ministro secondo cui “paghiamo un prezzo per gli errori della Ue nella negoziazione dei contratti” come riporta il comunicato Aduc, e aggiunge: “E’ una bufala. E’ una novella che gira, supportata dai media che, ripetuta cento volte diventa verità, e alla quale credono i più”.
Infatti, spega Mastrantoni, per prima cosa “la competenza agli acquisti dei vaccini è stata demandata alla Commissione europea da tutti i Paesi comunitari, Italia compresa, consapevoli che, altrimenti, si sarebbe scatenato l’assalto alla baionetta ai vaccini”. In secondo luogo, continua il comunicato “della trattative per l’acquisto di vaccini, in particolare per Astrazeneca, sono stati costantemente e temporalmente informati tutti i 27 Paesi europei, che ne hanno concordato e condiviso le modalità, Italia compresa (sull’argomento ritorneremo)”.
C’è poi il fatto, sempre secondo il comunicato Aduc, che “il Piano sanitario nazionale, con le indicazioni delle categorie da vaccinare in via prioritaria (sanitari e socio sanitari, Rsa e over 80) si è tradotto in una “raccomandazione”, tant’è che le Regioni hanno fatto come volevano, inseguendo l’elettorato organizzato” e inoltre “le somministrazioni totali, a ieri, sono state 13 milioni. Gli over 80 sono 4,6 milioni, il che significa che tutti gli ottantenni, che sono la maggioranza dei decessi, potevano essere vaccinati da tempo, invece, ancora non lo sono”.
Mastrontoni mette poi a confronto la percentuale dei vaccinati (almeno una dose) in Germania e in Italia che “è analoga (15,52%, e 14,80%) ma i morti, per milione di abitanti, sono 940 in Germania e 1.892 in Italia. In sintesi, abbiamo il doppio dei morti della Germania con analoga percentuale di vaccinati“.
“Quando non si è in grado di assumersi responsabilità, si scarica su altri o si fugge” chiosa Mastrantoni riferendosi a Speranza.
Senior Italia FederAnziani: “L’Italia non è diventata comproprietaria di un vaccino per 20 milioni: Speranza faccia un passo indietro”
Ma non è l’unica critica che piove sul ministro. Ad aggiungersi al coro c’è anche la voce di Senior Italia FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età fondata nel 2006 con lo scopo di tutelare i diritti e migliorare la qualità della vita delle persone Senior.
“Apprendere da Porta a Porta di fronte alla spaventosa cifra di 112.374 morti (di cui la quasi totalità anziani) per Covid, che l’Italia sarebbe potuta diventare comproprietaria di un vaccino ma non è riuscita a cogliere l’occasione perché non in grado di trasferire 20 milioni di euro all’Università di Oxford, ci lascia sgomenti” ha dichiarato Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani.
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“Chiediamo perciò al Ministro Speranza un chiarimento urgente in relazione a quanto dichiarato nella puntata di Porta a Porta di ieri da Piero Di Lorenzo, Presidente e Amministratore Delegato di IRBM. Abbiamo sentito dalla voce del dottor Di Lorenzo che IRBM aveva invitato il Governo Conte a prendere contatti con l’università di Oxford affinché lo Stato italiano diventasse comproprietario dell’unico vaccino senza scopo di lucro, e che in relazione a questo oltre alla disponibilità di Oxford ci sarebbero anche stati diversi incontri con esponenti delle istituzioni.
Se le trattative fossero andate avanti, insomma, saremmo diventati comproprietari di un vaccino producibile in stabilimenti italiani, forse ci saremmo garantiti milioni di dosi in più, avremmo avuto la speranza di aiutare tutte le categorie economiche a far ripartire le loro attività. Non solo: soprattutto avremmo forse vaccinato gli anziani e i soggetti fragili che, invece, non hanno potuto accedere alla vaccinazione per tempo e hanno così, per colpa di una mancata decisione del Governo e quindi si presume del Ministro competente, perso la vita”.
Invece secondo Messina, “sarebbe mancata da parte del Governo la capacità di far fronte a un finanziamento diretto nel giro di pochi giorni a un’università straniera per un totale di 20 milioni di euro, seguito da 50 nel giro di un paio di mesi, che secondo l’ex Ministro Calenda valgono appena qualche minuto del PIL nazionale che perdiamo ogni giorno, tesi avvalorata anche dalle parole di Antonio Tajani. Se tali dichiarazioni fossero confermate chiediamo al Ministro della Salute Roberto Speranza di fare un passo indietro e alle forze politiche di chiedere attraverso interrogazione parlamentare con risposta scritta chiarimenti al Ministro rispetto a una vicenda di tale gravità, ed eventualmente di compiere un atto di sfiducia nei suoi confronti“.

