Stando all’Uif, diversi “soggetti richiedenti” degli aiuti alle imprese per Covid sono risultati sotto inchiesta o comunque in “contiguità con ambienti malavitosi”. Parallelamente, sono state scovate informazioni “incerte” sulla destinazione finale dei fondi, e sono state portate alla luce anomalie più articolate di quelle rilevabili nell’ordinaria attività di controllo.
A riportarlo è Il Sole 24 Ore, che spiega come l’alert scatta con le anomalie nelle autocertificazioni, il documento previsto dal Dpr 445/2000 che consente di accedere agli aiuti per far fronte alle difficoltà finanziarie seguite alla pandemia. I dati su partite Iva, situazione reddituale, adempimento degli obblighi retributivi e assenza dello stato di liquidazione o fallimento dell’impresa richiedente sono passati al setaccio, con lo scopo di arginare frodi sul bilancio pubblico.
Le segnalazioni per operazioni sospette, i documenti con cui i soggetti obbligati – professionisti, banche, poste e altri – segnalano all’Uif di Bankitalia anomalie nelle autocertificazioni hanno rivelato finora presunte speculazioni, sull’onda della crisi pandemica, per 8,3 miliardi di euro. Di questi, quasi 6 miliardi sono quelle legate alla grande torta degli aiuti, introdotti con i ristori, per garantire liquidità alle imprese italiane.

