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Così è stato ucciso Gianluca Ibarra Silvera alla Stazione di Milano Certosa, la brutale ricostruzione

Così è stato ucciso Gianluca Ibarra Silvera alla Stazione di Milano Certosa, la brutale ricostruzione
Gianluca Ibarra Silvera

Così è stato ucciso Gianluca Ibarra Silvera

Erano in diciassette. Dopo aver individuato Gianluca Ibarra Silvera, insieme al fratello e a un amico, sulla banchina del binario 5 della Stazione ferroviaria di Milano Certosa, si sono disposti lungo quella del binario 1, presidiando le possibili vie di fuga. Poi hanno attraversato i binari, raggiungendo alla spicciolata le tre vittime.

Dapprima le avrebbero minacciate: strisciavano sull’asfalto le bottiglie di vetro che stringevano in mano e si frugavano tra i pantaloni e i borselli a tracolla. Spaventati, i tre hanno iniziato a fuggire lungo la banchina in direzione Villapizzone, per poi finire sui binari. Il gruppo li avrebbe inseguiti, scagliando contro di loro sassi e bottiglie. Durante la fuga il ventiduenne è caduto.

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È a quel punto che gli aggressori lo hanno circondato. Mentre era a terra, si sarebbero accaniti su di lui con pietre, coltelli e cocci di vetro, colpendolo una trentina di volte al tronco, alle braccia e alle gambe. Poi il corpo è stato trascinato per alcuni metri e gettato in una stretta intercapedine tra i binari e la cinta della stazione, dove è stato ritrovato intorno alle 22.15.

Vani i tentativi di rianimazione e il trasporto d’urgenza al Fatebenefratelli: in ospedale, alle 23.30, ne è stata dichiarata la morte. Alla brutale aggressione ha assistito, nascosto a poca distanza, il fratello della vittima. La sua testimonianza si è rivelata decisiva per identificare gli aggressori, insieme alle immagini della videosorveglianza e alla geolocalizzazione dei telefoni, che li collocano nella stazione di Milano Certosa tra le 19.25 e le 22.19, subito dopo l’omicidio.

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