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Cronache
Covid, vaccino di massa non prima del 2021. Francia,quasi 9.000 casi in 24 ore

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) prevede che programmi di vaccinazioni di massa contro il coronavirus non potranno avere inizio prima della metà del 2021: è la stima avanzata dalla portavoce dell'agenzia Onu, Margaret Harris, in un briefing a Ginevra. "Non ci aspettiamo di vedere vaccinazioni diffuse fino a metà del prossimo anno", ha dichiarato la Harris, citata dal Guardian. La portavoce dell'Oms ha ribadito l'importanza di eseguire controlli rigorosi sui vaccini per garantirne efficacia e sicurezza. "Questa fase 3 deve richiedere più tempo perché dobbiamo vedere quanto sia veramente protettivo il vaccino e dobbiamo anche vedere quanto sia sicuro", ha sottolineato. 

Coronavirus, lo studio: "Dicembre mortale, rischio di 30mila decessi al giorno"

Non fanno ben sperare le prime stime globali sulla pandemia nei prossimi mesi. Secondo gli esperti dell'Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) presso la School of Medicine dell'Università di Washington, infatti, nel 2020 avremo "un dicembre mortale", con picchi di decessi che potranno arrivare a 30mila al giorno nel mondo. È quanto emerge dal report con le prime proiezioni globali sulla pandemia, che però evidenzia anche il potere delle misure anti-Covid: gli esperti prevedono che quasi 770mila vite in tutto il mondo potranno essere salvate da qui al 1 gennaio, attraverso l'uso di mascherine e il rispetto del distanziamento sociale.

I decessi cumulativi previsti entro il 1 gennaio ammontano a 2,8 milioni, circa 1,9 milioni in più da oggi fino alla fine dell'anno. Per l'Italia - che non figura nella top ten delle nazioni che conteranno il maggior numero di vittime totali (in questo caso al primo posto c'è l'India) e per abitanti - le attuali proiezioni stimano che i decessi totali potranno arrivare a quota 56.071 entro il 1 gennaio, con poco meno di 500 morti al giorno a dicembre, fortemente contrastabili con l'uso universale di mascherine e il rispetto del distanziamento.

"Queste prime proiezioni mondiali per Paese offrono una previsione scoraggiante e una tabella di marcia sull'andamento dell'epidemia che i leader governativi e gli individui possono seguire", ha affermato il direttore dell'Ihme, Christopher Murray. "Siamo di fronte alla prospettiva di un dicembre mortale, soprattutto in Europa, Asia centrale e Stati Uniti. Ma la scienza è chiara e le prove inconfutabili: indossare la mascherina, rispettare il distanziamento e limitare gli assembramenti i sociali sono fondamentali per aiutare a prevenire la trasmissione del virus ".

L'Istituto ha modellato tre scenari: uno "peggiore" in cui l'utilizzo delle mascherine rimane ai tassi attuali e i governi continuano ad allentare i requisiti di distanziamento, che porterebbe a 4 milioni di morti totali entro la fine dell'anno; uno "migliore", con 2 milioni di morti totali se l'uso della mascherina sarà quasi universale e i governi imporranno requisiti di distanziamento quando il tasso di mortalità giornaliero supera 8 casi per milione; e uno scenario "molto probabile" che presuppone misure invariate, con un totale dunque di circa 2,8 milioni di morti.

I riferimenti alle 750mila vite salvate e alle 30mila morti giornaliere a dicembre rappresentano le differenze tra lo scenario "migliore" e quello "più probabile". L'aumento del numero dei decessi è dovuto in parte "a un probabile aumento stagionale dei casi di Covid-19 nell'emisfero settentrionale", spiegano i ricercatori. Ad oggi, infatti, la malattia ha seguito modelli stagionali simili alla polmonite e, se questa correlazione continua a essere valida, i Paesi del Nord possono prevedere più casi nel tardo autunno e nei mesi invernali, ragionano gli esperti.

"Le persone nell'emisfero settentrionale devono essere particolarmente vigili con l'avvicinarsi dell'inverno poiché il coronavirus, come la polmonite, sarà più diffuso nei climi freddi", ha detto Murray. "Guardando le sconcertanti stime su Covid-19, è facile perdersi nell'enormità dei numeri", ha ammesso l'esperto: "Il numero di morti supera la capacità dei 50 stadi più grandi del mondo, un'immagine che fa riflettere".

Coronavirus, i più a rischio in Europa Paesi Bassi e Spagna

Nel più probabile degli scenari dell'Ihme, le nazioni con più morti totali pro capite sarebbero le Isole Vergini americane, i Paesi Bassi e la Spagna. Questo scenario prevede 959.685 decessi totali entro il 1 gennaio nella regione delle Americhe, 667.811 nella regione europea, 79.583 nella regione africana, 168.711 nella regione del Mediterraneo orientale, 738.427 nella regione del sud-est asiatico e 191.598 nella regione del Pacifico occidentale.

"Dobbiamo tutti imparare dai leader dei Paesi in cui il virus è stato contenuto, o dove si sono verificate seconde ondate di infezioni, e dove è stata intrapresa un'azione rapida per prevenire la perdita di vite umane", ha detto Murray. L'esperto ha anche ammonito a non perseguire la strategia di "immunità di gregge", che si verifica quando un'ampia percentuale di membri una comunità diventa immune al virus attraverso l'infezione e il recupero.

Lo scenario "peggiore" in queste proiezioni riflette infatti una situazione in cui i governi consentono la trasmissione del virus senza 'freni' nella popolazione, con una conseguente significativa perdita di vite umane. "Questa prima previsione globale rappresenta un'opportunità per sottolineare il problema dell'immunità di gregge, che, essenzialmente, ignora la scienza e l'etica e consente milioni di morti evitabili", ha concluso Murray. Ciò è, secondo l'esperto, "semplicemente, riprovevole".

Coronavirus: quasi 9.000 casi in Francia in 24 ore

Record di quasi 9.000 casi di positivita' al Covid-19 nelle ultime 24 ore in Francia, 8.975 secondo quanto rende noto la Direzione generale della Sanita'. Aumenta leggermente il numero dei ricoverati (+28, a 4.671) e quello dei pazienti in rianimazione (+9 a 473).

Francia, 22 scuole chiuse causa Covid-19

'In Francia ci sono 12 scuole che sono state chiuse, su un totale di 60mila'' a causa del coronavirus. A questo ''numero esiguo'' si aggiungono 10 scuole a La Reunion, aggiornando a 22'' il totale degli istituti scolastici francesi che hanno dovuto chiudere le loro porte agli studenti a causa della pandemia. Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione francese Jean-Michel Blanquer all'emittente radiofonica Europe 1. Martedì oltre 12 milioni di studenti sono tornati a scuola in Francia, nonostante alcuni genitori e sindacati dei docenti abbiano espresso preoccupazione per la continua circolazione del coronavirus. Ieri sono stati più di settemila i positivi confermati dal ministero della Sanità francese.

Coronavirus, la situazione in Spagna

Intanto vicino all'aeroporto di Madrid si lavora 24 ore su 24 per costruire un nuovo ospedale Covid che dovrebbe essere inaugurato a novembre. Un'area di 45.000 metri quadrati, che sarà in grado di assistere oltre 1.000 pazienti nel caso di nuova emergenza sanitaria. Ma l'allerta è alta perché la Spagna è già alle prese con una seconda ondata e contagi in aumento nell'ordine di migliaia al giorno, in particolare nell'area di Madrid.

Qui il governo regionale sta investendo oltre 50 milioni di euro per costruire l'ospedale, che avrà stanze singole, ampi spazi e finestre particolari per monitorare i pazienti a distanza. Si ispira al progetto dell'ospedale da campo temporaneo allestito nel centro espositivo Ifema di Madrid tra marzo e maggio, realizzato per ridurre al minimo i rischi di contaminazioni.

Coronavirus, l’Aifa raccomanda di anticipare il vaccino antinfluenzale

"Vista l'attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di Sars-CoV-2, si raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall'inizio di ottobre e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione".

Lo raccomanda l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) nella determina pubblicata in Gazzetta Ufficiale dove si autorizza l'aggiornamento, per la stagione 2020-2021, della composizione dei vaccini influenzali autorizzati secondo procedura registrativa nazionale, di mutuo riconoscimento e decentrata. "La protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e perdura per un periodo di sei/otto mesi per poi decrescere.

Per tale motivo, poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare, è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all'inizio di ogni nuova stagione influenzale", lo sottolinea l'agenzia sul proprio sito. Oltre alle misure di protezione e cura basate su vaccinazioni e sull'eventuale uso di farmaci antivirali contro il coronavirus, l'Aifa ricorda che anche la necessità di rispettare altre misure come: una "buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie (ad esempio, lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna)".

L'Aifa infine invita "a segnalare le sospette reazioni avverse che si verificassero dopo la somministrazione di un vaccino, in quanto le segnalazioni contribuiscono al monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dei vaccini come di ogni altro medicinale".

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