Si va dai 2.500 euro per qualche ora in pronto soccorso, fino ai 200mila euro per dieci giorni di ricovero. Sono state svelate le cifre dello scandalo, quelle relative alle spese mediche da pagare arrivate alle famiglie dei ragazzi feriti e ricoverati in ospedali svizzeri in seguito al rogo di Capodanno di Crans Montana. Nei documenti spediti ai pazienti è specificato che si tratta solo di una informativa. Il presidente del Canton Vallese, Mathias Reynard, prima ha parlato di un errore, poi – spiega Il Corriere della Sera – ha invece spiegato all’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, che la mutua svizzera, ente di diritto privato, chiederà il rimborso all’Italia.
Il padre di un ragazzo svizzero morto nel rogo spiega come funziona il sistema sanitario elvetico, sottolineando però anche qualche aspetto positivo in questa drammatica vicenda. “I ricchi – dice Michel Pidoux a Il Corriere – hanno accesso alle cure private, ai migliori specialisti senza attese, alle strutture più rinomate. Gli altri se la cavano, ma a volte al prezzo di scelte difficili sulla franchigia”. Detto ciò, l’incendio del Constellation ha rivelato “qualcosa di diverso: la vera solidarietà operativa tra Cantoni. Quella notte in poche ore, pompieri, ambulanze ed elicotteri giunsero a Crans, senza attriti, nonostante da noi si parlino quattro lingue e ciascuno dei 26 cantoni abbia le proprie specificità”.

