News
Pannelli infiammabili e nessun impianto antincendio: le cause del rogo scoppiato nel locale di Crans Montana
Il Comune di Crans-Montana, che intanto si è costituito parte civile nel procedimento, ha consegnato alla procura tutti i documenti relativi ai progetti edilizi e ai controlli effettuati negli ultimi dieci anni
.jpg)
Crans-Montana, tra le cause del rogo pannelli infiammabili e nessun impianto antincendio. Al vaglio degli inquirenti autorizzazioni e licenze
L’incendio che la notte di Capodanno ha devastato il locale di Crans-Montana, provocando la morte di 40 persone e il ferimento di altre 119, ha messo in luce gravi carenze in termini di sicurezza della struttura. Tra i principali fattori evidenziati dagli inquirenti ci sono pannelli fonoassorbenti altamente infiammabili, vie di fuga insufficienti, una scala troppo stretta e l’assenza di un impianto antincendio funzionante. Il Comune di Crans-Montana, responsabile delle autorizzazioni e dei controlli sulla sicurezza, che intanto si è costituito parte civile nel procedimento, ha consegnato alla procura tutti i documenti relativi ai progetti edilizi e ai controlli effettuati negli ultimi dieci anni che, come indicato da Jacques, proprietario con la compagna Jessica, sono stati tre.
A causare l'incendio l'uso di “fontane pirotecniche”, le cui scintille avrebbero innescato le fiamme che si sarebbero poi propagate rapidamente, generando un’onda di calore e fumo intenso, a causa della presenza di pannelli fonoassorbenti del seminterrato, non ignifughi, ma altamente infiammabili, simili a quelli venduti nei negozi di bricolage svizzeri. Alcuni test condotti dal settimanale svizzero NZZ am Sonntag sui pannelli acquistati in un grande centro di bricolage hanno confermato la loro pericolosità: si bruciano rapidamente, si sciolgono producendo fumo nero e acre, e dalla schiuma gocciola materiale incandescente.
Il nodo dei lavori
Un altro punto al vaglio degli inquirenti riguarda i lavori di ristrutturazione del 2015: le perizie dovranno stabilire con precisione i materiali utilizzati. Inoltre, sembrerebbe che gli interventi avrebbero ristretto la scala del seminterrato per ampliare lo spazio, come dimostrano le immagini dei lavori pubblicate sui social. Da valutare anche la presenza di vie di fuga: sebbene sia presente una porta, non è chiaro se si tratti di un’uscita di sicurezza ufficiale o di un semplice bagno. Tocca poi accertare il motivo per il quale, quando l’incendio è scoppiato, nessuno ha utilizzato gli estintori e l’impianto antincendio non è entrato in funzione.
I coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale e ora indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi, avevano preso in gestione il bar nel 2015, portando avanti lavori di ristrutturazione per circa 100 giorni. La polizia cantonale e la procuratrice generale Beatrice Pilloud hanno confermato che l’inchiesta si concentrerà sull’analisi dei documenti del Comune, sulla conformità dei lavori eseguiti, sui materiali utilizzati, sulle vie di fuga, sui mezzi di estinzione e sul rispetto delle norme antincendio. Intanto, però, non è stato riscontrato alcun pericolo di fuga per i coniugi Moretti, che restano quindi liberi.
Le due società
Moretti e sua moglie sono titolari al 50% della srl “Le Constellation”, fondata nel 2015, con una capienza di 340 persone, incluso il dehor. Un’altra società, “Le Constel”, nata nel 2022 in rue Centrale a Crans, prende il nome con cui i clienti erano soliti indicare il bar, probabilmente per ragioni fiscali. Nessuna delle due ha la licenza per operare come discoteca: la prima, secondo il Registro di commercio del Cantone Vallese, offre servizi di ristorazione, vendita di bevande e commercio di vini in generale; la seconda si occupa di ristorazione, gestione di esercizi pubblici come ristoranti, produzione e commercio di alimenti e bevande, oltre a poter svolgere operazioni finanziarie, commerciali o immobiliari e creare filiali anche all’estero. Entrambi i coniugi possiedono anche un’hamburgeria a Crans e un locale a Lens, il Vieux-Chalet, dove un cartello segnala “Chiusura eccezionale”. Proprio a Lens, ieri, i dipendenti di Moretti hanno aggredito i giornalisti del quotidiano svizzero Blick, intimando loro di non filmare e spintonandoli con insulti.
