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Crans-Montana, Jessica Moretti chiede l’indennità per l’infortunio nell’incendio: “Perdita di guadagno”

Lo rivela una lettera contenuta negli atti dell’indagine

Crans-Montana, Jessica Moretti chiede l’indennità per l’infortunio nell’incendio: “Perdita di guadagno”

Crans-Montana, Jessica Moretti chiede l’indennità

Mentre prosegue l’inchiesta sul rogo che la notte di Capodanno ha devastato il Constellation di Crans-Montana, una delle principali indagate potrebbe ricevere un sostegno economico dall’assicurazione.

Jessica Moretti, proprietaria del discobar insieme al marito Jacques, ha avviato la pratica per ottenere un’indennità giornaliera per la “perdita di guadagno causata dai danni alla salute” subiti nell’incendio. Nella tragedia sono morte 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite.

La richiesta è al vaglio della compagnia Zurich, che la sta esaminando in base alla legge svizzera sugli infortuni sul lavoro. Lo rivela una lettera contenuta negli atti dell’indagine. Prima di procedere a un eventuale versamento, l’assicurazione si è rivolta alla procura del Cantone del Vallese per chiedere il nulla osta, e i magistrati hanno dato il via libera.

La legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF) prevede infatti per i lavoratori assicurati un’indennità giornaliera in caso di incapacità lavorativa dovuta a un infortunio. In caso di incapacità totale, l’indennità corrisponde all’80% del guadagno assicurato.

Intanto la posizione giudiziaria della coppia resta delicata. Jessica e Jacques Moretti sono i principali indagati nell’inchiesta sulla strage. La donna è sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma e deve restare nella sua abitazione di Lens, a pochi chilometri da Crans-Montana. Il marito si trova invece in carcere dall’11 agosto con l’accusa di averla picchiata. Per decisione del tribunale, resterà in cella almeno fino all’11 novembre.

Sul rispetto delle restrizioni vigila la polizia cantonale. In un suo rapporto si legge che Jessica Moretti ha espresso “timori” con l’avvicinarsi delle festività di fine anno e del primo anniversario del rogo. La donna si aspetta che l’attenzione dei media torni a concentrarsi sulla vicenda, “ritenendo che i media saranno di nuovo attivi”, e teme “eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime”.