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Cronache
"La Dda di Milano non collabora". Critica la Boccassini, pm trasferito

"La Dda di Milano non condivide le informazioni". Il rapporto della Direzione nazionale antimafia non ha risparmiato critiche a Ilda "la rossa". Ma il giudice Filippo Spiezia, autore della relazione, è stato subito spostato dal suo incarico...

Tutti gli anni la Direzione nazionale antimafia è chiamata a dare un giudizio sull'operato delle direzioni distretturali dislocate sul territorio italiano. Ogni relatore ha la competenza su un certo territorio. Negli scorsi giorni, in coda alla relazione annuale 2013, è arrivato il parere sulla Dda di Milano. A occuparsi della sede milanese è stato  il napoletano Filippo Spiezia, sostituto della Dna.

Spiezia dà un giudizio positivo sul lavoro della sede milanese: "Il dato quantitativo che si espone va integrato con l'analisi qualitativa dei singoli procedimenti trattati dalla D.D.A. di Milano, risultati spesso di elevata complessità, per numero di indagati e difficoltà di acquisizione probatoria, con esiti quasi sempre favorevoli per la pubblica accusa".

ECCO LO STRALCIO "INCRIMINATO"

I temi del collegamento investigativo e del coordinamento di indagini evidenziano perduranti criticità nei rapporti con la D.D.A. di Milano» attacca Spiezia «che incidono sull'esercizio delle funzioni di questa D.N.A., non sempre messa nelle condizioni di operare secondo il modello d'azione che si evince dall'art. 371 bis c.p.p. e dalle altre norme in materia. Se infatti la D.D.A. di Milano procede a forme di collaborazione ed allo scambio di informazioni e atti con altre Procure distrettuali, non altrettanto può dirsi con riguardo al flusso informativo verso la D.N.A. E’ utile al riguardo ricordare che in base ad una condivisa ricostruzione degli aspetti funzionali della D.N.A., il Procuratore nazionale antimafia è investito di due nuclei di funzioni: funzioni di impulso al coordinamento e funzioni di impulso alle investigazioni. Orbene, nonostante le citate disposizioni e le successive indicazioni contenute nelle circolari e risoluzioni adottate dal CSM, l' Ufficio distrettuale milanese non ha garantito sinora un adeguato flusso informativo in favore della D.N.A. In primo luogo non è assicurato il tempestivo inserimento degli atti nella banca dati nazionale. Nel periodo di riferimento risulta disposto l'inserimento solo di 4 atti rispetto ai 100 nuovi procedimenti.

 

Ma poi arrivano le note dolenti per Ilda Boccassini: "I temi del collegamento investigativo e del coordinamento di indagini evidenziano perduranti criticità nei rapporti con la D.D.A. di Milano" attacca Spiezia "che incidono sull'esercizio delle funzioni di questa D.N.A., non sempre messa nelle condizioni di operare secondo il modello d'azione che si evince dall'art. 371 bis c.p.p. e dalle altre norme in materia. Se infatti la D.D.A. di Milano procede a forme di collaborazione ed allo scambio di informazioni e atti con altre Procure distrettuali, non altrettanto può dirsi con riguardo al flusso informativo verso la D.N.A".

Ma dopo le critiche, scrive Libero, Spiezia è stato allontanato dal suo posto. La competenza su Milano gli è stata tolta, anche in seguito al dietrofront contenuto in un comunicato della procura. Un tema, quello della collaborazione, su cui la Boccassini era entrata in collisione anche con il suo ex capo Borrelli e con Giancarlo Caselli, suo procuratore capo ai tempi di Palermo. E c'è chi sostiene che sia stato lo stesso Spiezia, impossibilitato a lavorare in sintonia con la Dda milanese, a essersi fatto da parte...

E’ utile al riguardo ricordare che in base ad una condivisa ricostruzione degli aspetti funzionali della D.N.A., il Procuratore nazionale antimafia è investito di due nuclei di funzioni: funzioni di impulso al coordinamento e funzioni di impulso alle investigazioni. Orbene, nonostante le citate disposizioni e le successive indicazioni contenute nelle circolari e risoluzioni adottate dal CSM, l' Ufficio distrettuale milanese non ha garantito sinora un adeguato flusso informativo in favore della D.N.A. In primo luogo non è assicurato il tempestivo inserimento degli atti nella banca dati nazionale. Nel periodo di riferimento risulta disposto l'inserimento solo di 4 atti rispetto ai 100 nuovi procedimenti».

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