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Cronache
angelo bagnasco

di Antonino D'Anna

C'è un posto da Ordinario Militare e c'è un'eccellenza molto eccellente che potrebbe essere chiamata ad occuparlo. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani, una promozione a superiore di tutti i cappellani militari d'Italia sarebbe stata ventilata a monsignor Mariano Crociata, attuale numero due della CEI (ne è il segretario), ma non è nota la reazione dell'interessato. Classe 1953, Crociata potrebbe reggere per qualche anno l'Ordinariato Militare esattamente come ha fatto il suo diretto superiore, il presidente della CEI Angelo Bagnasco, cardinale Arcivescovo di Genova.

NIENTE PALERMO, TOCCA A PENNISI- In compenso, la voce che inizia piano piano a girare Oltretevere è che per Crociata sarebbe tramontata al momento la possibilità di essere promosso a Palermo (e quindi nominato cardinale), mentre le quotazioni di Michele Pennisi, dall'8 febbraio di quest'anno Arcivescovo di Monreale, sarebbero in lenta ma costante salita. Si parla infatti di una sua possibile successione, dopo un breve periodo a Monreale, a Paolo Romeo. L'attuale cardinale arcivescovo di Palermo, infatti, ha compiuto i 75 anni il 20 febbraio scorso e si è dimesso come impone la legge canonica: ma per il momento non sarebbe stata ancora presa alcuna decisione in materia. E Pennisi, figura di spicco della Chiesa siciliana e coraggioso vescovo antimafia in quel di Piazza Armerina (EN) potrebbe diventare cardinale.

DA BAGNASCO ALL'EX NUNZIO...- Certo è che la CEI per il momento sembra essere nei pensieri del Papa. Stando alle indiscrezioni più recenti, sembra che innanzi alla crisi politica e sociale attualmente presente in Italia, Francesco avrebbe voluto da Bagnasco una maggiore incisività e sarebbe rimasto perplesso in merito alle scelte – anche in campo politico – compiute ultimamente da quest'ultimo. Come se non bastasse, si parla di alcune presunte vecchie incomprensioni, forse maturate in Argentina dal Papa con l'attuale Nunzio in Italia, monsignor Adriano Bernardini che all'inizio del millennio (2003) e fino al 2011 è stato Nunzio Apostolico in Argentina. Qui i due si sono conosciuti e sembra che il rapporto non sia stato del tutto idilliaco, come ha scritto Sandro Magister, con qualche incomprensione sulle terne dei candidati all'episcopato da inviare a Roma. E differenze fondamentali: da un lato Bernardini, un diplomatico vecchio stampo cresciuto alla scuola di Angelo Sodano, oggi Decano del Collegio cardinalizio; dall'altra l'allora cardinale Jorge Mario Bergoglio, Gesuita arcivescovo di Buenos Aires. Un rapporto che ha avuto modo di essere raccontato dalla stampa argentina.

LA CHIAMATA DI RATZI- Anche Roma, in passato, ha avuto qualche domanda da porre a Bergoglio. Un esempio: nel febbraio 2011 l'Argentina è ad una svolta epocale. In particolare, ci sono le elezioni nazionali e il cardinal Bergoglio – scrive il quotidiano argentino Clarin – alla fine del suo mandato da presidente della Conferenza Episcopale Argentina, viene chiamato a Roma a rapporto con Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Insieme a lui ci sono altri due vescovi. Scrive Clarin: “La dura sconfitta sofferta dalla Chiesa con la legge sul matrimonio omosessuale ha lasciato ferite non del tutto cicatrizzate. Posto in rilievo che lo scontro – già vistoso – 4 anni fa, continua apertamente tra la corrente di centro che prevale nella Conferenza episcopale, e il cui leader è Bergoglio, e i conservatori con forti appoggi in Vaticano, che sono guidati dall'arcivescovo della Plata, Hector Aguer. Oltre ad Aguer e al cardinale Leonardo Sandri, il terzo personaggio che preoccupa Bergoglio e i centristi è il nunzio Apostolico a Buenos Aires, Monsignor Adriano Bernardini, considerato un conservatore ereditato dall'epoca del cardinale Angelo Sodano. A Bergoglio è stato rimproverato di non aver mantenuto una linea di difesa rigida dei “grandi valori”, che il Papa ultraconservatore difende senza concessioni”.

BERGOGLIO MODERATO- Del resto è sempre Clarin che iscrive Bergoglio tra i “moderati” nel 2006, definendoli come una corrente che “Si appoggia all'ortodossia dottrinale e l'attenzione per il sociale. Allo stesso tempo difendono i principi cattolici, ma senza proclamare crociate. Spingono sul dialogo con la base della Chiesa per trovare un maggior compromesso cristiano nella società”. Acqua passata, comunque: ma adesso, con Bergoglio Papa, sembra che le terne proposte da Bernardini non sempre ricevano il gradimento papale. Nel frattempo si inizia a pensare ad un prossimo, futuribile concistoro. Con nomi, si dice, che potrebbero rappresentare interessanti soprese. Pennisi è uno di questi?

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