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Cronache
Esposito e Procura di Palermo, Csm a doppia velocità

"Da una parte giudica in fretta e furia Esposito, dall'altra rinvia tutto sulla Procura di Palermo". Sono tante le voci che si levano contro il Csm tra i magistrati. Sospetti sulla doppia velocità nei casi del giudice che ha condannato Berlusconi nel processo Mediaset e del rinnovo dell'ufficio del processo sulla trattativa Stato-mafia. Proprio quello dove Napolitano è stato citato come testimone. "Csm eterodiretto".

Insomma, il Csm ancora in carica sta vivendo un finale di partita piuttosto movimentato. Sono tanti i sospetti e le congetture che si fanno intorno ad alcuni eventi che riguardano il mondo giudiziario. Da una parte si fa notare la velocità nel voler giudicare Esposito, cioì colui che ha condannato in via definitiva Silvio Berlusconi nel processo Mediaset, e dall'altra lo stop di Giorgio Napolitano al rinnovo del vertice dell'ufficio di Palermo. I malumori a microfoni spenti sono parecchi, malumori espressi sui social network direttamente da Ferdinando Imposimato: "Esposito ha due "colpe" imperdonabili", scrive il giudice istruttore del caso Moro.  "Avere confermato la sentenza della Corte di Appello di Milano a carico dell'ex premier evitando la prescrizione; avere, bocciando l'istanza di ricusazione contro il Tribunale di Palermo, respinto il tentativo di sottrarre alla Corte di Palermo il processo sulla trattativa. La nostra solidarietà al pres Antonio Esposito e ai magistrati di Palermo". E c'è chi collega l'invito di Napolitano a rinviare la questione Palermo al suo interesse diretto al processo sulla trattativa Stato mafia, dove i pm continuano a chiedere la sua apparizione come testimone. L'ex procuratore nazionale antimafia Vincenzo Macrì, ora pg di Ancona, ha sostenuto che "si ha l'impressione che il Csm in questi anni sia stato eterodiretto, e che spesso molte decisioni siano state prese sulla base di scelte (o quantomeno di condizionamenti) esterne".

IL CASO PALERMO - Sembra ormai certo lo slittamento alla prossima consiliatura per la nomina del nuovo procuratore capo di Palermo. La V Commissione del Csm, infatti, dopo la lettera inviata dal Quirinale nei giorni scorsi, in cui si indicano come prioritarie le pratiche su posti direttivi vacanti da piu' lungo tempo, non ha ancora 'sbloccato' l'iter sulla poltrona che Francesco Messineo lascera' vacante dal 1 agosto prossimo. Non sono, infatti, al momento state inviate le delibere sui tre candidati indicati dalla Commissione al ministro della Giustizia per il necessario 'concerto', senza il quale non possono essere inserite all'ordine del giorno del plenum. I tempi, dunque, appaiono troppo stretti perche' si arrivi alla discussione in plenum: la V Commissione, infatti, ha in programma solo due sedute prima della pausa estiva, e l'ultimo plenum fissato e' quello del 30 luglio.

Un'eventuale proroga dell'attuale consiliatura, in scadenza il 31 luglio, infatti, farebbe si' che possibili plenum possano essere convocati soltanto per questioni d'emergenza. Il rinvio della nomina di Palermo alla prossima consiliatura farebbe venir meno il voto gia' espresso dalla quinta commissione sui tre candidati da proporre al plenum (Guido Lo Forte, che ha ottenuto tre voti, Sergio Lari e Franco Lo Voi, che hanno ottenuto un voto ciascuno). La commissione che sara' costituita con l'insediamento del nuovo Csm, dovra' riprendere da capo il lavoro. Sull'argomento e' tornato stamattina in plenum il togato di Unicost, Mariano Sciacca: "il Csm sara' prorogato fino a settembre certamente e poi si insedieranno i nuovi consiglieri: chiederemo a Palermo di aspettare?". Sciacca, inoltre, sottolinea che, nella riunione di questa mattina, il presidente della quinta commissione Roberto Rossi (Area) "trincerandosi dietro la lettera del capo dello Stato, pur a fronte della disponibilita' di parte della commissione a trattare insieme a Palermo gli altri posti indicati dal capo dello Stato, ha escluso che le tre motivazioni sulla Procura di Palermo, pur conosciute e distribuite a tutti i componenti della commissione, vadano al 'concerto' del ministro". Infine, il togato di Unicost Riccardo Fuzio ha presentato al comitato di presidenza del Csm un documento sullo stato dei lavori della quinta commissione sui posti direttivi vacanti: l'atto verra' inviato alla segreteria generale del Quirinale.

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