
Ha curato oltre trecento malati di cancro. Persone incontrate anche nelle parrocchie. Assicurava che il tumore non sarebbe una malattia, ma una perdita di consapevolezza di sé. La leucemia una mancanza di autostima
Le visite, spiega il Gazzettino,costavano cento euro con “cure” a base di fiori di Bach e sciroppi alle erbe, che avrebbero dovuto contrastare la malattia.
Il pubblico ministero Francesco Tonon e gli investigatori del Nas hanno svolto indagini sul cinquantenne, residente a Pove di Grappa, in provincia di Vicenza. A parte le parrocchie in giro per il Veneto, il naturopata aveva riceveva anche tanti malati trevigiani della zona di Castelfranco Veneto.
Il pubblico ministero lo indaga per truffa, circonvenzione di incapace, esercizio abusivo della professione medica e lesioni personali. A parte una scuola di naturopatia, frequentata di sera in tarda età, l’indagato non ha nessuna competenza in medicina.
Ma gli investigatori del Nas hanno sequestrato nello studio di Pove di Grappa un computer con tutte le schede dei “pazienti” del naturopata. A scatenate il caso è stata la denuncia di una quarantenne padovana che ha abbandonato la chemioterapia per farsi assistere dal naturopata.
Era l’autunno scorso e il pubblico ministero Tonon aveva mandato subito i carabinieri del Nucleo antisofisticazione a perquisire le sedi di Adriano Brunello. E gli investigatori hanno ripercorso anche la strada delle sue conferenze, in giro per il Veneto, sul tema della “Guarigione naturale”.
