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Cyber sanità, se l’hacker blocca l’ospedale il 29% delle volte aumenta la mortalità dei pazienti. L’allarme

Secondo l’analisi elaborata da Energieering, azienda specializzata nella cybersecurity delle infrastrutture critiche, gli eventi cyber registrati contro le strutture sanitarie sono passati dai 27 del 2023 ai 57 del 2024

Cyber sanità, se l’hacker blocca l’ospedale il 29% delle volte aumenta la mortalità dei pazienti. L’allarme

Cyber sanità, boom di attacchi in un anno. L’allarme di Energieering per la sicurezza dei cittadini

Gli attacchi informatici contro il sistema sanitario non sono più una minaccia invisibile per esperti di computer, ma una vera e propria emergenza sociale che rischia di bloccare gli ospedali italiani e colpire direttamente la salute dei cittadini.

Secondo l’analisi elaborata da Energieering, azienda specializzata nella cybersecurity delle infrastrutture critiche, gli eventi cyber registrati contro le strutture sanitarie sono passati dai 27 del 2023 ai 57 del 2024, segnando un drammatico +111% in un solo anno. Sulla base dei dati ufficiali dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), la proiezione statistica elaborata da Energieering stima per l’anno in corso, il 2026, circa 124 attacchi totali contro la sanità italiana.

Il rischio reale per il cittadino: liste d’attesa e pronto soccorso bloccati

Per le famiglie e i pazienti, questi numeri si traducono in disservizi concreti e quotidiani. Un’indagine indipendente evidenzia che il 72% delle organizzazioni sanitarie colpite da un attacco informatico subisce disservizi diretti nell’assistenza:

  • Pronto soccorso paralizzati e costretti a dirottare le ambulanze verso altre strutture.
  • Interventi chirurgici e visite mediche rinviati a causa del blocco dei sistemi digitali.
  • Ritorno forzato a carta e penna per la gestione delle cartelle cliniche, con conseguente caos e allungamento dei tempi di attesa.

Il dato più allarmante riguarda però la salute: il 29% delle strutture colpite ha registrato un aumento della mortalità dei pazienti come conseguenza diretta del ritardo o del blocco delle cure causato dal blackout informatico. Inoltre, le violazioni dei sistemi sanitari richiedono mediamente 279 giorni per essere individuate, lasciando i dati sensibili e le cartelle cliniche dei cittadini esposti sul mercato nero del web per mesi, con il rischio di truffe e furti d’identità.

Il fattore umano: 1 dipendente su 7 cade nella trappola del phishing

La tecnologia da sola non basta. L’analisi di Energieering evidenzia che nei test simulati ben 1 dipendente ospedaliero su 7 clicca ancora su link malevoli (phishing) nelle email, aprendo di fatto la porta ai cybercriminali. Questo accade perché il settore soffre di una grave carenza di personale: solo il 14% delle strutture sanitarie dispone di un team di sicurezza completo e il 57% fatica a trovare professionisti specializzati.

“Smettere di considerarlo un tema puramente tecnico”

“Dietro ogni numero c’è un rischio enorme per le persone”, commenta Claudio Fratocchi, CEO di Energieering. “Quando parliamo di sanità, la sicurezza informatica smette di essere un argomento per tecnici e diventa un pilastro della sicurezza del paziente. Un attacco che blocca una sala operatoria mette concretamente a rischio vite umane. I dati sulla mortalità legata ai ritardi digitali devono essere il punto di partenza per investire subito in formazione e protezione. La resilienza digitale dei nostri ospedali è ormai un elemento essenziale della salute pubblica”.