Daniele Compatangelo è morto improvvisamente a 50 anni nella sua abitazione di Arlington, nell’area metropolitana di Washington. Secondo quanto confermato dalla madre e da fonti vicine al giornalista, il decesso è stato causato da un infarto.
Daniele Compatangelo: la morte nella sua abitazione di Arlington
La morte di Daniele Compatangelo è avvenuta improvvisamente nella sua abitazione di Arlington, in Virginia, poco distante da Washington. Il giornalista viveva da molti anni negli Stati Uniti e seguiva dalla capitale americana la Casa Bianca, la politica statunitense e le principali crisi internazionali.
La polizia locale avrebbe trovato Compatangelo senza vita in casa, per poi informare alcuni colleghi. L’ambasciata italiana ha successivamente contattato i familiari che si trovano nel nostro Paese. Non sono emersi elementi che facciano pensare a cause diverse da un malore naturale.
La madre ha confermato all’Ansa che il figlio è stato stroncato da un infarto. Anche il Tg La7, nel comunicare la scomparsa, ha riferito che fonti vicine al giornalista indicavano un problema cardiaco come causa della morte.
Compatangelo aveva compiuto 50 anni nel novembre precedente. La notizia della sua morte è stata diffusa nella serata di lunedì 20 luglio, suscitando numerosi messaggi da parte dei colleghi che avevano lavorato con lui in Italia e negli Stati Uniti.
Daniele Compatangelo, la carriera e l’ultimo colpo con lo scontro Trump-Meloni
Nato a Savona il 15 novembre 1975 e cresciuto a Torino, Compatangelo si era laureato in Giurisprudenza con una tesi dedicata alla riforma del Coni. La sua attività professionale era iniziata alla fine degli anni Novanta, con incarichi nel giornalismo, nella comunicazione e nell’organizzazione di grandi eventi sportivi.
Nel corso di circa 25 anni aveva collaborato con diverse testate, tra cui La7, Sky TG24 e Tv2000. Si era specializzato nella politica americana, negli affari europei e mediorientali e nel racconto degli avvenimenti dalla Casa Bianca. Ricopriva anche la carica di presidente della White House Foreign Correspondents Association, organizzazione che riunisce giornalisti internazionali accreditati a Washington.
Per La7 interveniva frequentemente nei programmi di approfondimento, tra cui L’aria che tira. I suoi collegamenti offrivano aggiornamenti sulle decisioni dell’amministrazione statunitense, sulle campagne elettorali e sui rapporti tra Washington e i governi europei.
Negli ultimi mesi aveva ottenuto particolare attenzione per due interviste telefoniche a Donald Trump. Una delle conversazioni aveva provocato uno scontro politico dopo alcune dichiarazioni del presidente statunitense su Giorgia Meloni.
Daniele Compatangelo: l’ultimo divertente collegamento con La7
Soltanto pochi giorni prima della morte, il 17 luglio, Compatangelo si era collegato in diretta davanti alla Casa Bianca con David Parenzo. Il giornalista era arrivato di corsa all’appuntamento televisivo e aveva partecipato a un breve scambio ironico con il conduttore.
Il video (che potete vedere qui) mostra Compatangelo mentre prova a dimostrare di trovarsi realmente nel prato davanti alla Casa Bianca, rispondendo con leggerezza alle battute di Parenzo. Quel collegamento è diventato uno degli ultimi interventi televisivi del corrispondente prima del malore.
La7 ha espresso vicinanza alla famiglia e agli amici, ricordandolo come una delle voci della rete dagli Stati Uniti. La sua morte interrompe una carriera costruita seguendo sul posto alcuni degli avvenimenti politici e internazionali più rilevanti degli ultimi anni.

