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Cronache
berlusconi mediaset 2

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

"Al di là degli espedienti del centrodestra, la Giunta per le autorizzazioni non è un quarto grado di giudizio". Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd, chiude la porta ad Alfano e al Pdl in un'intervista ad Affaritaliani.it: "La sentenza su Berlusconi è definitiva, la politica può solo prendere atto. La legge Severino? Nessun dubbio sulla sua costituzionalità". Il governo rischia così di cadere: "Noi voteremo la decadenza, non barattiamo la legalità con la stabilità politica. Ma il governo Letta ha ancora lavoro da fare. Se il Pdl lo fa cadere se ne assuma le responsabilità".

Il responsabile giustizia di largo del Nazareno parla anche di riforma della giustizia: "Non è un tabù, ma il clima deve cambiare". Amnistia: "Non serve a nulla se non agli interessi di qualcuno". E poi l'importante presa di posizione sull'ergastolo: "Siamo favorevoli all'abolizione". Anche per reati legati a mafia ed eversione? "Non si può rinunciare a priori al reinserimento sociale di un detenuto".

 

Schifani ha chiesto a Grasso di valutare l'ipotesi di cambiare qualche membro della Giunta per le autorizzazioni del Senato, chiamata a decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Il Pd che cosa risponde?

A me sembra che si stia davvero esagerando. Il Pdl ogni giorno cerca un espediente, ogni giorno se ne inventa una... La Giunta non va strattonata e deve lavorare con autonomia rispetto alla documentazione che hanno a disposizione. Ma la linea del Pd è molto chiara: voteremo la decadenza di Berlusconi. La politica non può fare altro che prendere atto della sentenza di terzo grado passata in giudicato per fatti di una gravità inaudita.

E' arrivato anche un appello di Alfano che ha chiesto al Pd di chiarire sulla legge Severino e di non trattare il Cavaliere come un avversario politico...

La sentenza esiste, non è un'invenzione della sinistra. Così come esiste la legge Severino, votata anche dal Pdl, sulla cui costituzionalità il Pd non ha nessun dubbio. Al di là degli espedienti del Pdl la Giunta non è un quarto grado di giudizio. Non si può tenere sotto ricatto un Paese per i problemi giudiziari di Berlusconi.

Il Pdl minaccia però di staccare la spina. Davvero il governo ha i giorni contati?

Non so che cosa farà il Pdl, noi riteniamo che le ragioni per cui è nato il governo siano ancora di fronte a noi: dai problemi occupazionali a quelli della crescita e dello sviluppo economico. Chi farà cadere il governo per motivazioni estranee alle azioni dell'esecutivo se ne dovrà assumere tutte le responsabilità. Il governo Letta è nato per tirare l'Italia fuori dalla crisi e non per tirare Berlusconi fuori dai suoi guai giudiziari. Il Pd non baratterà la legalità con la stabilità politica.

Un'eventuale riforma della giustizia su quali basi dovrebbe poggiare per il Pd?

Intanto dovrebbe esserci un clima di non aggressione alle istituzioni e alla magistratura. Questo signifca toccare il titolo IV della Costituzione ma affrontare le priorità di riorganizzazione del sistema giudiziario italiano: velocizzare la giustizia civile, abbattere il sovraffollamento delle carceri rivedendo l'istituto di custodia cautelare e intervenire sulla depenalizzazione. La riforma della giustizia per noi non è un tabù ma ci sono delle condizioni dalle quali non possiamo prescindere.

Negli scorsi giorni si è parlato anche di amnistia. Qual è la posizione del Pd?

La nostra posizione è chiara ed è di netta contrarietà. Al di fuori di un contesto di riforma e di interventi strutturali, l'amnistia è solo un provvedimento una tantum che non serve a nulla. Non serve ad affrontare il problema del sovraffollamento carcerario ma è utile soltanto oggi agli interessi di qualcuno...

Il Pd è favorevole all'abolizione dell'ergastolo?

Siamo favorevoli all'abolizione dell'ergastolo e alla costituzione del "fine pena mai" coincidente con una reclusione a 30 anni.

Anche nel caso di reati legati a mafia ed eversione?

E' una scelta di politica penale che merita un approfondimento e un dibattito non orientati dalla rabbia o dalla paura. Sicuramente è una battaglia di civiltà giuridica. Lo Stato non può rinunciare a priori al recupero di un condannato e al reinserimento sociale dello stesso. D'altra parte succede la stessa cosa in ogni paese europeo. Il carcere deve avere una finalità rieducativa e l'ergastolo è una contraddizione. E non mi si venga a dire che l'ergastolo finora ha funzionato da deterrente. Questo non significa lassismo verso la criminalità organizzata, anzi. Crediamo che ci sia bisogno di nuove risorse per contrastarla e dell'intruduzione di nuovi strumenti legislativi come per esempio il reato di autoriciclaggio, la modifica dell'articolo 416 ter.

Tags:
ergastoloabolizionepd
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