Sorgenia, accordo fatto. Manca solo la firma ufficiale. Che la lunga trattativa fra la controllata del gruppo Cir di De Benedetti e le banche fosse a un passo era nell’aria. “Non so se materialmente abbiamo gia’ firmato – ha detto infatti poche ore fa Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, che e’ tra i creditori della societa’ del gruppo Cir – ma siamo comunque vicinissimi. Non mi aspetto altre criticita’”. Secondo indiscrezioni già in serata potrebbe arrivare la firma dell’accordo.
Secondo l’intesa sulla ristrutturazione del debito arrivata a valle di quasi un anno di negoziati le banche diventeranno proprietarie della società energetica affossata dalla crisi dei consumi energetici arrivata proprio al picco di un piano di investimenti miliardario. Il primo azionista sarà Mps, con il 22% circa. A seguire Ubi al 18%, Banco Popolare all’11,5%, Unicredit e Intesa con il 9,8% circa e Bpm al 9%.
Sorgenia è gravata da un debito di oltre 1,8 miliardi e perdite di 783 milioni solo l’anno scorso. La società controllata al 53% da Cir e al 47% dagli austriaci di Verbund, come atteso da mesi, passerà appunto ai diciannove istituti creditori, che convertiranno 600 milioni di crediti in quote azionarie ottenendo in cambio il 98% del gruppo. In particolare 400 milioni arriveranno attraverso un aumento di capitale e altri 200 sotto forma di un prestito che sarà poi rimborsato con l’emissione di nuove azioni (in gergo”convertendo”). In più nelle casse aziendali verrà iniettato ulteriore denaro fresco per 256 milioni.
Intanto continua il conto delle perdite del gruppo Cir. Dopo il rosso 2013 di 270 milioni che sarebbero stati molti di più senza l’incasso ricevuto da Fininvest per il Lodo Mondadori, anche quest’anno continua a portare brutte sorprese al presidente Rodolfo, affiancato dall’ad Monica Mondardini (il padre Carlo ha lasciato il cda mantenendo solo la carica di presidente onorario). Se la holding ha chiuso il primo trimestre in perdita per 2,6 milioni, martedì è emerso che Sogefi, l’azienda di componentistica auto di Cir, ha archiviato il primo semestre con un risultato negativo per 7,3 milioni, contro l’utile di 16,2 dei primi sei mesi del 2013. I ricavi consolidati sono rimasti stabili a 683 milioni mentre l’indebitamento finanziario netto è salito a 340,8 milioni rispetto ai 322,5 del 31 marzo. Il risultato, spiega una nota, è stato influenzato da “oneri di ristrutturazione”, in particolare quelli legati alla chiusura di uno stabilimento in Francia.
