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Cronache
sanità

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

"Gli ospedali sono diventati a tutti gli effetti delle aziende che pensano solo ai soldi. Il rapporto tra medico e paziente è scomparso". Domenico De Felice, medico chirurgo specialista in oculistica e noto commentatore, spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it quali sono i problemi del sistema sanitario italiano. "Mancano i controlli e così arrivano operazioni e cure inutili". Molti gli sprechi: "Spesso si acquistano farmaci più cari rispetto ad altri più a buon mercato e maggiormente efficaci. Solo sulla degenerazione maculare buttiamo via 500 milioni di euro".

In questi giorni si è parlato molto del caso Stamina e della bocciatura del metodo di Vannoni da parte del comitato scientifico. Qual è la sua opinione su questa vicenda?

Sono assolutamente d’accordo con il comitato scientifico. Credo che in sanità bisogna essere sì dalla parte del paziente ma con onestà. Nessuno, non dico Vannoni, si può permettere di inventarsi delle terapie senza delle evidenziazioni cliniche supportate da sperimentazioni. Ma questo lo dico non per difendere la classe medica anche perché di solito non la difendo… Tanti anni fa mi ricordo un medico napoletano che diceva che un giorno le cataratte non ci sarebbero più state utilizzando un collirio a base di urina. La sperimentazione è la base di tutto e in medicina tutto si deve spiegare e diffondere in maniera trasparente. In medicina si pensa al bene comune e non al bene singolo. Sul caso Stamina mi sembra ci siano tante parole, tante immagini ma pochi fatti.

DDFelice
Domenico De Felice, nato a Milano il 14 luglio 1954, è laureato in Medicina ed è Specialista in Oculistica. Dal 1981 al 1997 è stato Medico Oculista presso la I Divisione di Oculistica dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano. Dal 1997 al 2009 ha lavorato presso l’Unità Operativa di Oculistica della Casa di Cura San Carlo di Paderno Dugnano (MI). Dal 1981 ad oggi è Consulente Oculista presso la Casa di Cura San Camillo di Milano e riceve presso il suo studio oculistico sito in Piazza Duca D’Aosta 8 a Milano. Nel marzo 2011 ottiene la nomina di Responsabile Regionale Sezione Dipartimentale “Errori in campo sanitario e cause disavanzi sanitari regionali” nel partito politico Italia dei Valori (IdV). Nello stesso anno viene candidato come consigliere dall’ IdV alle Elezioni Amministrative del Comune di Milano. Nel luglio 2011 si dimette da qualunque incarico del partito politico Italia dei Valori ed entra nel gruppo sanità dell’Associazione “Sulle regole” di Gherardo Colombo.

Però ci sono molti malati che protestano e che vorrebbero farsi curare con il metodo Stamina…

Io lo capisco questo perché lì si è dall’altra parte. Qualunque paziente o suo famigliare si sente in dovere di provare qualsiasi cosa per salvarsi. In questo lo Stato deve intervenire perché ci vuole qualcuno che garantisca il bene comune. Purtroppo qualcuno se ne approfitta in queste situazioni anche perché ormai il rapporto tra medico e paziente non esiste più. L’obbligo del guadagno ha fatto tramontare il rapporto diretto tra medico e paziente.

Sta dicendo che gli ospedali sono come aziende che pensano solo al profitto?

Gli ospedali sono a tutti gli effetti delle aziende. E poche persone controllano, è da circa 10 anni che denuncio la mancanza di controlli sanitari. Oggi questi controlli vengono fatti sulle cartelle mediche, ma così non servono a niente. Io medico sulla cartella posso scrivere quello che voglio, i controlli devono essere fatti direttamente sui pazienti. Se un paziente viene da me con la congiuntivite io gli prescrivo una terapia ma soprattutto a distanza di tempo gli faccio un controllo per vedere se ho fatto tutto bene. Bisognerebbe fare sempre questo. Altrimenti finisce che si fanno cataratte a persone con 8 o 9 decimi perché si pensa che se no magari qualche altra azienda lo può fare subito dopo. Andare in sala operatoria è sempre un rischio e la motivazione di portarci un paziente deve essere sempre il bene del paziente, non il proprio tornaconto.

Nel sistema sanitario ci sono però anche tanti sprechi…

Certo, pensi alla tessera sanitaria regionale. La Lombardia ha speso 1,5 miliardi di euro in 10 anni per una tessera che viene usata solo come codice fiscale e che ora verrà sostituita da quella nazionale. Quei soldi avrebbero potuto e dovuto essere spesi in altra maniera. Perché non si è fatto in modo di fare gestire ai pazienti i propri dati sanitari? Se io prescrivo come oculista un farmaco a un mio paziente quello poi deve andare a farselo prescrivere anche dal medico di base che ormai non fa più il medico ma è diventato un burocrate. E i tempi si allungano a dismisura. A cascata i pronti soccorsi hanno un 60% di pazienti in codice bianco o verde, cioè che avrebbero potuto andare dal medico di base che però non fa più da filtro. Utilizzando la tecnologia in modo corretto (io stesso ho inventato un sistema basato su una chiavetta e una ‘nuvola’ con dentro i dati sanitari dei pazienti) si salterebbero molti passaggi e tutto funzionerebbe meglio.

Spesso si dice che si sprecano soldi acquistano farmaci più cari al posto di altri più a buon mercato ma ugualmente, se non persino maggiormente, efficaci. Succede davvero?

Succede, succede. È il caso di un farmaco utile per la degenerazione maculare. Ci sono due farmaci che sperimentazioni cliniche sovrappongono. Entrambi hanno gli stessi effetti clinici ed eventuali complicanze. Questo non lo dico io ma lo dice uno studio medico di due anni fa. Peccato che uno dei due farmaci costa 70 volte in più dell’altro. L’Avastin, che costa 70 volte meno del Lucentis, è indicato dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità, ndr) come unico farmaco utile per curare la patologia. Peccato che l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco, ndr) immettendolo sul mercato l’abbia registrato in altro modo indicandone l’utilizzo per una patologia renale. Poi studi clinici hanno stabilito che i due farmaci hanno lo stesso effetto sull’occhio. Ma l’Aifa non ha mai cambiato il foglietto illustrativo che poteva permetterne l’utilizzo, nemmeno dopo il parere dell’Oms. In questi due anni per questo in Italia sono stati buttati via circa 500 milioni di euro. Ora speriamo che l’Antitrust inervenga, ma nel frattempo si continuano a buttare decine di milioni.

Le responsabilità sono solo dell’Aifa?

Il Consiglio superiore della sanità qualcosa potrebbe dire. Ho anche chiesto al ministro Lorenzin di intervenire ma per ora senza risultato.

A proposito di Consiglio superiore della sanità che giudizio dà alle nomine degli scorsi giorni?

Credo che l’influenza politica in un grande business come quello sanitario sia molto forte. Troppo forte.

 

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