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Delfin, il momento della verità. L’assemblea e quel “beneficio di inventario” che complica tutto

Gli otto soci e il duro confronto che pesa anche sull’andamento del gruppo

Delfin, il momento della verità. L’assemblea e quel “beneficio di inventario” che complica tutto

Delfin, il momento della verità

Potrebbe essere una giornata importante, ma probabilmente non decisiva, per il nuovo assetto di Delfin. Dopo tanto parlare (anche tramite legali), è arrivato il momento per gli eredi di Leonardo Del Vecchio di sedersi a una tavolo per discutere. All’ordine del giorno dell’assemblea c’è l’approvazione del bilancio, con un utile stimato in 1,5 miliardi.

Per l’ok ai conti bastano cinque voti su otto ma non è da escludere che non si trovi il consenso necessario. Anche se – riporta Il Corriere della Sera – Leonardo Maria, Rocco Basilico, la loro madre Nicoletta Zampillo, Claudio e Marisa sarebbero orientati verso un voto favorevole. Ma i problemi più grossi potrebbero esserci sull’altra questione chiave, il passaggio delle quote.

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L’idea di Leonardo Maria di comprare le quote di due dei suoi fratelli, Luca e Paola, per 10 miliardi, è stata respinta dal cda, ma poi ha dovuto scontrarsi anche con le perplessità delle banche finanziatrici, resta sul piatto ma è complicata al momento. Poi c’è la proposta di Rocco Basilico, vale a dire liquidare le quote in Mps, Generali e Unicredit che pesano per 10-15 miliardi e sarebbero appetibili in un momento di forte consolidamento bancario.

Obiettivo, fornire liquidità alla cassaforte per acquistare le azioni di chi tra i soci vuole vendere. Per calcolare quanto “vale” Delfin, Basilico ha proposto di stimare le quote finanziarie al 100% del loro valore di mercato. Anche su questo però ci sarà da discutere. Tutto è iniziato – conclude Il Corriere – dopo l’apertura del testamento di Leonardo Del Vecchio, quando Luca, Clemente e Paola hanno accettato le volontà con beneficio di inventario congelando la successione completata al 99%. Ora serve un accordo (che soddisfi tutti).