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Di Matteo nel mirino dei cecchini. Teresi a scuola, allarme bomba

Di Matteo nel mirino dei cecchini. Teresi a scuola, allarme bomba
Nino Di Matteo
I cecchini della mafia conoscono i movimenti di Di Matteo: volevano sparargli con dei fucili di precisione. E il Csm bocca la sua richiesta di trasferimento alla Dna. Il pm Teresi parla in una scuola: falso allarme bomba

Conoscono i suoi movimenti e i suoi orari. E progettano di ucciderlo. Il pm Nino Di Matteo è nel mirino della mafia. Non è una novità, visto che il super boss Totò Riina dal carcere ha più volte chiesto la sua testa. Ma ora la preoccupazione si fa più alta per quanto emerge dalle indagini dei pm di Caltanissetta.

Dei testimoni del circolo del tennis TC2 di Palermo, frequentato saltuariamente dal magistrato, sono stati infatti testimoni di qualcosa di strano. Hanno osservato misteriosi uomini armati proprio fuori dal circolo e grazie alle loro descrizioni i bozzettisti della procura sono riusciti a fare degli schizzi nei quali si riconoscono anche i mirini di precisione dei fucili attraverso i quali i cecchini progettavano di uccidere il magistrato del processo sulla trattativa Stato-mafia.

Non solo. Come spiega il Fatto Quotidiano, i ragazzini avrebbero anche annotato la targa del furgone con il quale si sono mossi quegli uomini. E secondo le ricerche dei pm si tratterebbe di un mezzo appartenente all’impresa edile di un uomo segnalato in passato per essere vicino al figlio di Riina. Insomma, un’ulteriore conferma, se ce ne fosse bisogno dopo le tante testimonianze in questo senso tra cui quella di Galatolo, del progetto concreto di attentato ai danni di Di Matteo.

Per il magistrato palermitano un’altra nota dolente arriva dal Csm, che ha bocciato la sua richiesta di trasferimento alla Direzione nazionale antimafia. Di Matteo, che avrebbe comunque continuato a occuparsi del processo sulla trattativa “in applicazione”, è stato sorpassato da tre magistrati più giovani: Marco Del Gaudio (Dda di Napoli), Salvatore Dolce (sostituto procuratore generale di Catanzaro) ed Eugenia Pontassuglia (Dda di Bari).

E nel frattempo, si alza la tensione anche su Teresi. Stamane c’è stato infatti un falso allarme bomba in una scuola di Palermo, il liceo linguistico “Ninni Cassara’”, in via Don Orione, dove era da poco iniziato un incontro tra il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, numerosi studenti e insegnati sul tema della legalita’. Scattata la segnalazione, gli uomini della scorta hanno fatto allontanare il magistrato, mentre la scuola veniva evacuata. I controlli successivi delle forze dell’ordine, spiegano dalla questura, hanno dato esito negativo.